Domenica 15 Ottobre 2006

toilet

Confesso che ammiro i Sud Tirolesi.
In ogni occasione sono capaci di gridare la propria posizione, la propria identità, ben lontana da quella tricoloruta affibbiatagli da una roma troppo lontana per capirli.
Su mezzo milione di abitanti, i due terzi, di madrelingua tedesca, non vedono l’ora di mollare lo stato italiano per annettersi finalmente alla nazione Austriaca. Come li capisco…
L’italia, ostinatamente, risponde loro che non possono, non finchè tutti i sessantacinque milioni di abitanti, più di metà dei quali peninsulari, non sono d’accordo.
Volessero gentilmente aspettare, ma non gratis. Questo stato di pulcinella, pur di non mollare, ha concesso al Sud Tirolo una larghissima Autonomia: basti pensare al potere legislativo della provincia autonoma di Bolzano, oppure al fatto che le tasse rimangono per il 90% nella Regione.
Una volta assaporata l’Autonomia non si torna più indietro.
Intere vallate hanno già cambiato il nome a moltissime vie, cancellando riferimenti italiani. Non hanno esitato ad apporre su ogni insegna o volantino o prodotto tipico la bandiera Regionale.
Un gran numero di comuni ha chiesto la tutela della nuova Costituzione Austriaca.
Succede spesso, quindi, che la gente in quei luoghi dimostri il distacco dai colli romani.
Questa volta è toccato all’inno di Mameli. La lirica dell’opera è dolcemente accompagnata dal rumore di uno sciacquone del wc.
La rivisitazione dell’opera è tranquillamente ascoltabile nel cuore di Bolzano, al «Museion» di arte moderna.

Riporto sotto parte dell’articolo apparso su Il Giornale del 12 Ottobre.
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Mercoledì 11 Ottobre 2006


La vignetta è un mio libero adattamento dell’originale, apparso il 20 Luglio 2005 su coxandforkum.com

Martedì 5 Settembre 2006

Beppe

Scusi Ferrero, quanti ce ne stanno a casa sua?
di Giuseppe Grillo

La parola immigrazione è un tabù. Qualcosa di cui si deve parlare in modo “politically correct” per non passare da razzisti. L’immigrato ha, per definizione, bisogno di aiuto e cerca in Italia la sopravvivenza.
Ferrero ha dichiarato: «… bisogna mettere in campo una strategia articolata. Prima di tutto dobbiamo facilitare gli ingressi legali nel nostro Paese», e «nel continente africano ci sarebbero 30 milioni di giovani, tra i 18 e i 25 anni, pronti a lasciare casa e affetti», infine: «sono loro che vengono a fare lavori che spesso gli italiani non vogliono più fare… oggi dobbiamo capire di essere diventati un Paese di immigrazione».
Dichiarazioni irresponsabili, anche se “electorally correct” per il partito di Ferrero.

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Giovedì 6 Luglio 2006

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Giovedì 18 Maggio 2006

infidels!

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