
Da un po’ di tempo volevo bloggare una lettera che Vanessa, una ragazza del Movimento Giovani Padani di Varese, ha inviato alla rubrica lettere al direttore del sito varesenews.it. Ricordo che quando mi ci sono imbattuto qualche settimana fa sono rimasto senza parole: Vanessa me le aveva strappate tutte di bocca…
La voglio dedicare a tutti quei benpensanti catto - comunisto - progressisti che tanto parlano della “necessità di dialogo” pressoché con chiunque ma che non hanno mai dimostrato la minima serenità intellettuale per confrontarsi e sforzarsi di capire a fondo le vere ragioni e le spinte che animano un movimento popolare come la Lega Nord.
A quelli che la Lega la conoscono solo attraverso programmi di faziosità imbarazzante come “le Iene”, “Ballarò” o “Blob”. A quelli che hanno seguito i corsi di “Legologia” tenuti dal “professor” Santoro, o dal “professor” Luttazzi e non dal Professor Miglio… A quelli che sorridono di fronte alla modesta realtà di Telepadania, e poi fagocitano ore di TV spazzatura “tricullore”, magari mentre viene dipinto lo stereotipo del leghista rozzo, ignorante e retrogrado…
A quelli che pensano che la Lega sia dalla parte dei “padroncini borghesi”, perché Caparezza non ha mai detto loro che il nostro elettorato è invece trasversale… E che raccoglie tanti operai, stufi di essere presi per il culo da sindacati asserviti ai poteri che “globalizzano” le imprese e localizzano (a sé) i profitti.
A quelli che aprono la caccia alla strega razzista quando la Lega parla di problematiche legate all’immigrazione incontrollata, ma che tanto poi abitano nei “quartieri buoni” e l’unico immigrato che vedono è quello che gli pulisce casa o che gli cura la zia malata. A quelli che pensano che il federalismo sia espressione di egoismo (non di responsabilità eh, non sia mai!) e poi si lamentano che le infrastrutture in Lombardia - dagli ospedali ai trasporti pubblici - non sono degne di un paese civile…
Insomma: la dedico a tutti voi, sepolcri imbiancati della domenica mattina e a tutti voi radical-chic omologati della prima serata catodica. Se mai voleste scendere dalle vostre torri d’avorio: noi siamo qui sotto, in mezzo alla nostra gente… col sorriso sul volto, la testa alta e le nostre bandiere salde in pugno.







