Poche parole ma significative: «Il sindaco decreta il divieto, su tutto il territorio comunale, del transito, del trasporto, dello stoccaggio, del conferimento o dello smaltimento di rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale». Così Stefano Candiani, primo cittadino leghista di Tradate in provincia di Varese, ha deciso di sfidare a viso scoperto con un’ordinanza urgente quanti vorrebbero spedire al di sopra del Po i rifiuti partenopei. Un atto, questo, che richiama quelli di Cagliari e di Olbia, che hanno imposto il divieto «dello scalo, del trasporto, dello stoccaggio, del conferimento, del trattamento o dello smaltimento di rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale».
Il Carroccio, dunque, dichiara guerra aperta alla Campania. E lo fa, ancora una volta, attraverso i suoi sindaci. «Non se ne parla proprio di ricevere i rifiuti napoletani» dice Candiani classe 1971 a nome dei suoi 17mila abitanti: in veste di responsabile della salute dei suoi cittadini ha deciso di opporsi… … al passaggio dei rifiuti napoletani. «La Provincia di Varese - incalza il borgomastro in carica dal 2002 - è l’area più interessata dalla presenza di discariche in Europa. La discarica di Gerenzano (oggi esaurita) è stata classificata come la più grande d’Europa: il nostro territorio ha provato sulla propria pelle cosa vuol dire avere una discarica».
Candiani parla di «ostruzionismo amministrativo»: da ieri la Polizia locale della provincia di Varese potrà multare gli autisti di camion che fossero sorpresi a transitare sul territorio comunale, trasportando rifiuti non provenienti dal territorio lombardo o non differenziati. «Tiriamo fuori gli attributi» dice Candiani, ricordando come il suo territorio regala con l’Irpef 264 milioni di tasse per riceverne appena 2 milioni come trasferimenti statali: «Legambiente ha attribuito a Tradate il titolo di “Comune riciclone” grazie al 45 per cento di rifiuti differenziati, la media provinciale supera il 50 per cento. Il nostro territorio ha raggiunto, con impegno e sacrifici, questi risultati: perché mai dovremmo ricevere rifiuti non differenziati dal Sud che, in quanto tali, non potrebbero essere bruciati ma sarebbero interrati a casa nostra, davanti alle nostre abitazioni?».
Tradate - insiste Candiani - non ci sta a rivedere un film già visto: «In passato sul nostro territorio arrivavano i soggiornanti obbligati della Campania». La sera del 19 dicembre 1990 ad Abbiate Guazzone, in provincia di Varese, Roberto Cutolo fu freddato con dieci colpi di pistola: era in soggiorno obbligato a Tradate, dove viveva con la giovane moglie. «Anche allora - prosegue Candiani - il nostro territorio ospitava il peggio della Campania. La Campania ha ottenuto tanti soldi, mentre noi continuiamo a ricevere solo rifiuti». Da ieri, tuttavia, esiste un’ordinanza che il primo cittadino di Tradate intende far rispettare: «È una volontà di tutta la città e di tutto il territorio che non vuole i rifiuti dalla Campania».
Sostegno senza riserve al’ordinanza di Tradate arriva da Cesarino Monti, responsabile dei sindaci della Lega Nord: «Esistono piani provinciali che vietano l’esportazione dei rifiuti. Perché mai Tradate e gli altri Comuni del Nord non dovrebbero esportare i rifiuti e, all’opposto, riceverli “in dono” da Napoli?». È una delle tante domande che, a voce alta, Monti formula: «Come mai Iervolino, Bassolino e Pecoraro Scanio sono ancora al loro posto?». E infine: «Perché inviare al Nord rifiuti che non possono essere bruciati e, come tali, rappresentano vere e proprie “bombe ecologiche”?».
A tirare le file, da Montecitorio, è Roberto Maroni, presidente dei deputati del Carroccio: «L’ordinanza Candiani è sacrosanta perché rientra nell’ambito del concetto più generale della sicurezza. I nostri sindaci sono i paladini della sicurezza, intesa come difesa sia contro chi delinque sia contro chi inquina. Nel caso di Tradate siamo nell’ambito della sicurezza ambientale: vietare il transito dei rifiuti indistinti sul proprio territorio significa tutelare i cittadini. Questo provvedimento è coerente con quanto fanno i nostri sindaci, paladini della sicurezza».
Filippo Poletti, laPadania








