Martedì 18 Dicembre 2007

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Milano, 16 Dicembre 2007
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Il gruppo Giovani Padani di Tradate ha partecipato, con una numerosa delegazione, alla grande manifestazione della Lega Nord contro il governo Prodi, tenutasi a Milano.
Tantissimi giovani della circoscrizione di Tradate erano presenti, insieme alle 200.000 persone giunte in piazza Duomo da tutta la Padania per denunciare lo stato di abbandono della nostra terra da parte delle istituzioni. Gli attacchi sferrati da prefetti e magistrati ai nostri sindaci dimostrano come lo stato sia lontano dalle esigenze dei cittadini, soprattutto in tema di sicurezza e immigrazione clandestina. Appoggiamo con forza le battaglie intraprese dai nostri numerosi primi cittadini, che con ordinanze ad hoc devono trovare un rimedio concreto al crescente bisogno di sicurezza. Siamo quindi vicini all’Amministrazione Candiani, che ha provveduto in tempi brevissimi all’adozione, tramite indirizzo di giunta, delle linee guida espresse nell’ordinanza del comune di Cittadella, con cui si definiscono i parametri secondo i quali è possibile richiedere la residenza all’interno di un comune. Lasciamo che sia la nostra gente a giudicare l’operato del proprio Sindaco.
Ricordiamo, inoltre, che per tutti i ragazzi interessati, il gruppo si riunisce tutti i giovedì sera presso la sede della Lega Nord di Tradate in via S. Stefano, dalle ore 21.00.
Per informazioni: 348 2451122.
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Lunedì 17 Dicembre 2007

Ancora una volta dobbiamo scontrarci con l’evidenza dei numeri. I ricercatori lombardi, probabilmente i più preparati e assidui dell’intero paese, sono snobbati dallo stato centrale, troppo preoccupato di finanziare i progetti romani, piuttosto che distribuire le risorse a chi effettivamente raggiunge gli obiettivi prefissati.
Dal recente rapporto del CNR, infatti, emerge che la Lombardia è la regione che più investe in ricerca e sviluppo. Ma chi paga? Soprattutto i lombardi, nel senso che sono le imprese del territorio a sobbarcarsi il maggior onere, praticamente oltre i due terzi di quanto viene investito.
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Mercoledì 5 Dicembre 2007

L’ASL della Città di Milano ha presentato il 03/12/2007 il proprio Bilancio Sociale, da cui il dato più eclatante che emerge sta nel fatto che «a Milano la vita media è 6 mesi più lunga di tutte le altre città d’Itagghia».
Ci sono però due punti che meritano una riflessione, soprattutto di stampo politico.
Punto 1: dichiarazione di Riccardo De Corato (vicesindaco di Milano, AN)
«Complessivamente - si legge nel bilancio - la popolazione milanese, sebbene più anziana di quella regionale e nazionale, ha un rischio di morte inferiore» e quindi avrebbe una vita media 6 mesi più lunga. Questo anche perchè «Milano è una città di eccellenza sanitaria in ogni campo - dice De Corato, vicesindaco cittadino di AN - in particolare in quello oncologico, tanto da essere punto di riferimento per i malati di altre regioni e da avere un ruolo insostituibile»
Punto 2: dichiarazione di Antonio Mobilia (direttore generale dell’Asl, itagghiano)
Da Milano - aggiunge Antonio Mobilia, direttore generale dell’Asl, al termine del suo secondo mandato quinquennale - la gente non va a curarsi in provincia o in altre Regioni, ma è il contrario: e per la città vuol dire gestire 5 milioni di utenti, un bacino pari a quello delle grandi capitali europee. Ogni anno contiamo 600 mila ricoveri, 32 milioni di prestazioni ambulatoriali e 170 milioni di spesa per farmaci in file F (quelli rimborsati dalla Regione). Il 30% di tutte queste risorse serve ad assistere cittadini di regioni meno fortunate della nostra, ed è giusto che sia così»
Ed è giusto che sia così?
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Una recentissima indagine della Coldiretti ha stimato che, sulla base dei dati forniti dall’eleborazione dell’Osservatorio prezzi del Governo, il pane a Milano (3.51€/Kg) costa il doppio rispetto a Napoli (1.74€/Kg).
Altre differenze evidenti sui prezzi medi del tanto diffuso bene di prima necessità emergono se si analizzano i dati riferiti ad altre grandi città, come Bologna (3.34€/Kg), Roma (2.20€/Kg) e Palermo (2.42€/Kg). Si evince anche che il prezzo del grano è uniforme su tutto il territorio perché fissato su valori internazionali; in aggiunta, il prezzo del grano si è ridotto di un ulteriore 10 per cento a novembre rispetto al mese precedente senza determinare una conseguente diminuzione di prezzi su pane e pasta.
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Lunedì 3 Dicembre 2007

Troppe volte giornalisti, progressisti, pensatori e tanti altri elementi di cui la società potrebbe senza ombra di dubbio privarsi senza perdere di valore aggiunto, si soffermano sulla condanna delle tragiche vicende legate all’immigrazione, soprattutto a incidenti che periodicamente si verificano in mare, con protagonisti i barconi di “disperati”, che cercano nella nostra terra un futuro migliore (salvo poi andare ad occupare un posticino nelle celle di lusso offerte dalla nostra nazione).
La migrazione il trasferimento permanente o temporaneo di gruppi di persone in un paese diverso da quello di origine; dal punto di vista del luogo di destinazione il fenomeno prende il nome di immigrazione se persone giungono in un posto differente dalla loro terra, mentre i movimenti dal luogo originario prendono il nome di emigrazione. Si possono includere le migrazioni di popolazioni ed i movimenti interni ad un paese (le cosiddette migrazioni interne e il fenomeno dell’urbanizzazione).
Anche molti dei nostri avi hanno cercato fortuna altrove, soprattutto nel XIX secolo, quando l’immenso spazio offerto dal Nuovo Continente offrivano possibilità di crescita e occupazione a persone delle nostre terre, ormai sature per quel periodo e afflitte da problematiche economiche e sociali.
La differenza sta nel tipo di immigrazione che sta permeando la nostra società agli inizi del XXI secolo: gente che viene da lontano, con usi e costumi troppo differenti per pensare ad una vera integrazione, che modificherà di certo il nostro modo di vivere e cancellerà le nostre tradizioni, la nostra cultura.
Importante è sapere che anche un tempo l’emigrazione, vista come un miraggio in un deserto inospitale, abbia portato nella mente e nei cuori della gente la convinzione che sia meglio fare dei sacrifici in loco per migliorare le condizioni della propria terra, piuttosto che rimanese vittime di un sistema di emigrazione-immigrazione che tende a creare le basi per un futuro di appiattimento globale e perdita delle eccellenze che un territorio offre.
A tal riguardo, è bello ricordare una canzoncina che tutti hanno intonato almeno una volta nella vita. E riflettendo sulle emozioni e i pensieri che queste poche righe implicitamente ricordano, si può imparare qualcosa…
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