Sabato 26 Gennaio 2008

Vi racconterò di Giuseppe Garibaldi. Gli storici italiani diranno che sono un bugiardo, ma a scrivere la storia sono gli stessi che chiamano “briganti” dei patrioti.

Il vero brigante…

È con questa parafrasi delle prime battute del film Braveheart che voglio introdurre questa mini-bibliografia. Un breve elenco di opere che, negli ultimi anni, hanno tentato di riportare alla luce le verità atroci su quell’epoca che i bugiardi italiani chiamarono, in maniera vigliaccamente apologetica, “Risorgimento”.

Giovedì 10 Gennaio 2008

Copetina Libro

Disponibile presso la Biblioteca Frera - Tradate

Collocazione: TRA945.08 DIF
Inventario: TRA00051826

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Gigi Di Fiore
Controstoria dell’Unità d’Italia
Fatti e Misfatti del Risorgimento

«Quando i posteri esamineranno gli atti del Governo e del Parlamento italiano durante il risorgimento, vi troveranno cose da cloaca.» - Giuseppe Garibaldi
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Come è possibile che un manipolo di 1.000 garibaldini abbia sconfitto un esercito di 50.000 borbonici? È una domanda cui le rievocazioni celebrative del Risorgimento italiano non danno risposte convincenti. E non è la sola, con sé ne porta molte altre: con quali poteri, con quali mafie dovettero allearsi Garibaldi e Cavour? Perché ci vollero cannoni e fucili per domare la ribellione contadina nelle regioni del Mezzogiorno subito dopo l’annessione?

Quella che la storia, scritta dai vincitori, ha battezzato come “unificazione d’Italia” fu in realtà una guerra di conquista condotta dal Piemonte contro gli Stati sovrani del Centro e del Sud. E nei decenni successivi. dai manuali scolastici ai romanzi, fino agli sceneggiati televisivi, gli eventi che non si accordavano con la retorica patriottica sono stati nascosti o deformati.

Così, dei ventidue anni dall’esplosione rivoluzionaria del 1848 alla breccia di Porta Pia, molto rimane nell’ombra: il bombardamento piemontese di Genova nel 1849, i plebisciti combinati per le annessioni degli Stati Centrali, le agitazioni manovrate dai carabinieri infiltrati, i provvedimenti anticattolici, la guerra al brigantaggio e le “leggi speciali”, la corruzione dei conquistatori e le loro collusioni con la malavita locale.

Gigi Di Fiore restaura l’affresco scrostato del cosiddetto “Risorgimento” portando alla luce gli intrighi e le ambiguità della guerra scatenata dai Savoia contro il Sud. Una provocazione necessaria, per andare alle radici delle problematiche tutt’oggi irrisolte, in Padania e in Italia, e che hanno un’unica radice: la mitizzata unità.

Martedì 17 Aprile 2007

L’iperitaliano. Eroe o cialtrone?

Domenica 22 aprile 2007 a Morazzone (VA), sala Mazzucchelli c/o biblioteca comunale, con inizio alle ore 11.15, si svolgerà l’incontro di presentazione del libro:

L’iperitaliano. Eroe o cialtrone ?
Biografia senza censura di Giuseppe Garibaldi

Interverrano:

  • Giancarlo Cremona, sindaco di Morazzone
  • Matteo Bianchi, assessore alla promozione dell’identità culturale e del territorio di Morazzone
  • Gilberto Oneto, autore del libro
  • Andrea Mascetti, associazione culturale Terra Insubre

Scarica il volantino

Lunedì 9 Aprile 2007

Roberto Castelli: “Maledetto ingegnere”

Il Movimento Giovani Padani di Tradate, gruppo Tanaros ha donato tempo fa alla nuova biblioteca di Tradate una copia del libro Maledetto Ingegnere di Roberto Castelli.

Siamo felici di comunicare che il volume è stato inserito in catalogo ed è disponibile per il prestito:

Collocazione: TRA945.093092
Inventario: TRA00048496

Lunedì 23 Ottobre 2006

Fini

Massimo Fini
Il denaro «Sterco del demonio»

Questo leggibilissimo saggio di Massimo Fini rispecchia in modo inequivocabile l’affinamento del suo pensiero nella prospettiva di una radicale critica alla modernità.
Partendo da un’accurata ricostruzione storica, sociale e culturale del concetto e dell’uso del denaro, ne attacca l’idea stessa in quanto puro segno, convenzione di una promessa, illusione sul futuro a cui si è pregiudicato il mondo reale e la vita dell’uomo. E come tale, si è trasformato da puro mezzo ad inevitabile fine: crediamo di poterlo controllare invece ci manipola, di farlo muovere invece ci muove, di possederlo mentre ci stritola.

Il denaro è sterco perchè duttile, perchè, prestandosi a qualsiasi finalità (al contrario dell’oggetto concreto che, caratterizzandosi per quello che è, ha scopi limitati), riduce di fatto tutto a merce in una spirale infinita.
Pagando un debito con un bene in natura si chiude il cerchio. Se paghiamo con il denaro si chiude un credito che ne apre all’istante un altro.
L’attività finanziaria, potenziata dal modello di sviluppo dei paesi occidentali, non è altro che un moltiplicatore illimitato della circolarità all’infinito del denaro. Se il denaro è una promessa, una scommessa sul futuro, sarà logico, nell’insufficienza del mercato ad offrire beni reali (circola oggi, di fatto, più denaro che oggetti concreti), spostare la scommessa su se stesso: acquistare con la fiducia altra fiducia, comprare il nulla col nulla. È a questo punto che diviene necessario lasciarlo nelle mani dell’economia, portandolo al baratro.
Le speculazioni, i tracolli, la sincope globale ci fanno toccare con mano il cortocircuito innescato dall’idea stessa del denaro.
Un fantasma proiettato nello stupore ingenuo della vita reale. Un nulla.

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