In un’Europa che si allarga, in una società sempre più globalizzata, ancora una volta la Svizzera offre un esempio di democrazia. Domenica 8 febbraio 2009, in un referendum popolare, i cittadini si sono espressi su un tema di carattere internazionale: il mantenimento degli Accordi Bilaterali con l’Unione Europea e contestualmente la loro estensione a Romania e Bulgaria.
Infatti, dopo una serie di consultazioni popolari, negli anni scorsi il Popolo Elvetico aveva approvato una serie di accordi in base ai quali la Svizzera, pur non entrando nell’UE, aderisce alla libera circolazione nel proprio territorio delle persone con cittadinanza di qualunque Paese dell’Unione.
I cittadini Elvetici hanno complessivamente accettato l’estensione degli accordi ai nuovi Stati membri dell’UE, ma ancora una volta il Canton Ticino ha dimostrato la propria contrarietà, e lo ha fatto con percentuali record: tra i quattro Cantoni che hanno respinto la libera circolazione (insieme a Svitto, Glarona e Appenzello Interno), il Ticino ha detto un secco “No” ai Bilaterali con la percentuale più alta, oltre il 65% dei voti.
E non sarà certo un caso se questo Cantone di neanche 300 mila abitanti, nel quale si parla la nostra lingua, fatto di vallate che scendono dalle vette Alpine ai Laghi Prealpini, ha le idee particolarmente chiare in materia: gli amici della Lega dei Ticinesi, che hanno sostenuto la campagna per il “No”, festeggiano così un risultato storico.
A chi parla di atteggiamento isolazionista, egoista o razzista, basta rispondere con l’evidenza dei fatti, che è esattamente l’opposto: fino a pochi anni fa non era in vigore la libera circolazione, eppure la Svizzera è da sempre un paese aperto ai lavoratori stranieri e pronto ad accogliere rifugiati politici, ovviamente nel rispetto delle regole. Proprio questo sistema fa della Confederazione Elvetica un vero esempio di integrazione e mantenimento di un equilibrio sociale, che sarebbe messo in seria difficoltà dal rischio di un’immigrazione incontrollata.
Da questa parte dell’Insubria, il segnale del voto Ticinese arriva dunque forte e chiaro: la difesa del proprio territorio, dei diritti e del lavoro dei propri concittadini passa anche attraverso l’opposizione a questo modello di Europa.
Varese è Mondiale: quante volte lo abbiamo visto e sentito in questi giorni?
Sui giornali, in TV, sui manifesti, sui biglietti, sugli striscioni ma soprattutto nel cuore della gente.
Sì, Varese è Mondiale: Varese, il cuore palpitante dell’Insubria e della Padania.
Lo si sentiva battere camminando per le strade della Città Giardino, lo si vedeva in bella mostra nelle vetrine addobbate a festa, piene dei ricordi raccontati da una Prealpina dei bei tempi andati e dalle bici d’epoca tirate a lucido.
Il cuore che ricomincia a pompare dopo tanti anni di quel torpore, forse causato dalle dosi massicce di TV, che prova a convincerci che la nostra è una cultura di Serie B e che l’unica lingua locale che valga la pena di essere parlata e studiata sia quella partenopea; i Varesini che si riscoprono orgogliosi della loro terra e della loro Città.
Non c’è spazio per dubbi o interpretazioni: la nostra Provincia ha vissuto una settimana unica e irripetibile, senza sbavature, da sogno.
Sulla scia dell’enorme successo di pubblico e di stampa che ha segnato la prima edizione del festival “Insubria, Terra d’Europa 2007”, presentiamo questa seconda edizione che vedrà coinvolta la città di Varese dal 5 maggio al 1 giugno 2008.
Economia e ambiente, ma anche musica e teatro, storia e sport: la formula proposta nella precedente edizione viene confermata anche per quest’anno grazie alla partecipazione e alla disponibilità di grandi nomi che, sensibili al “richiamo delle radici”, prenderanno parte in prima persona a questa cinque giorni dedicata all’Insubria.
Convinti che il prossimo futuro muoverà i passi in un complesso rapporto tra globale e locale, la nostra Insubria, adagiata tra due stati e fluttuante tra due aree economico-politiche (UE e extra-UE) rappresenta il laboratorio ideale per organizzare strategie, suscitare passioni e cercare alchimie difficilmente ripetibili in altre aree dell’Europa.
Un’occasione unica e straordinaria di muoversi tra “Terre”, incredibilmente slegate e legate ad un tempo tra loro, poste nel cuore dell’Europa, cerniera alpina tra il sud e il nord, crocevia di interessi e di culture.
Un luogo straordinario per vivere, lavorare, progettare, sognare.
- Il sito ufficiale della manifestazione.
- Il programma della manifestazione.


Al giorno d’oggi si parla tanto e spesso a sproposito di amicizia tra i Popoli di tutto il mondo: in nome di un malinteso senso della solidarietà e dell’accoglienza, si inneggia all’abbattimento di tutti i confini.
A volte però non ci si preoccupa di alcuni confini che si trovano vicino a noi, e separano Popoli che hanno in comune lingua, cultura e tradizioni. Il Canton Ticino, che fa parte della Svizzera, ha infatti una popolazione di circa trecentomila abitanti che parla il Lombardo Occidentale. Allora cosa rende tanto difficile una collaborazione tra questi Popoli? Semplice, la Lombardia fa parte di un altro Stato, e proprio ora si trova di fronte all’ennesima ingiustizia da parte di Roma: il progressivo smantellamento dell’hub di Malpensa a favore dello scalo romano di Fiumicino.
Così sabato 5 gennaio 2008 un evento particolare anima un tranquillo pomeriggio invernale, sul finire delle feste natalizie. In un grotto tra le colline luganesi, Umberto Bossi, segretario federale della Lega Nord, incontra Giuliano “Nano” Bignasca, presidente della Lega dei Ticinesi: l’incontro tra i vertici dei due Movimenti ribadisce una consolidata amicizia.
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