Domenica 6 Aprile 2008

La gallina dalle uova d’oro: storico e sempre attuale manifesto della Lega Nord

Il sistema previdenziale in questo Paese non naviga in acque tranquille. Spesso si sente parlare di invecchiamento della popolazione, aumento dell’età in cui i giovani entrano nel mondo del lavoro, crescita del numero dei pensionati rispetto alla popolazione attiva: tutto questo per giustificare il progressivo innalzamento dell’età pensionabile, come peraltro avviene in tutti i Paesi europei.
La tabella che segue è tratta da una ricerca dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre, svolta sulla base di dati Istat, riportata dal Sole 24 ore. Da un’analisi di questi dati, emerge un aspetto determinante della questione: l’equilibrio previdenziale varia nettamente da regione a regione. Solo in Lombardia il saldo previdenziale è positivo, cioè il totale dei contributi versati supera la somma delle prestazioni erogate, mentre per tutte le altre regioni si ha un deficit. Ma se questa differenza è minima per la maggior parte delle regioni Padane, il deficit cresce spostandosi verso sud, fatta eccezione per il Lazio, il quale però ha anche il maggior numero di dipendenti statali in rapporto alla popolazione.
Se ogni regione avesse una propria cassa previdenziale, in Lombardia il sistema avrebbe un costo sociale pari a zero, perché le pensioni si autofinanziano con i contributi versati dai lavoratori e dalle imprese. Nel resto della Padania la spesa sarebbe minima, mentre al centro-sud occorrerebbe sostenere dei costi enormi.
Evidentemente, in Lombardia non ci sarebbe alcuna necessità di aumentare l’età pensionabile, mentre le regioni in cui il deficit è più altro non avrebbero che una soluzione per evitare il tracollo: tagliare gli sprechi. Ancora una volta la risposta ai problemi del Paese è una sola, il federalismo: le istituzioni sono costrette a diventrare virtuose quando vengono responsabilizzate. Niente di nuovo, certo: solo la conferma di quello che la Lega Nord dice da anni.

EQUILIBRIO DEL SISTEMA PREVIDENZIALE PER REGIONE - ANNO 2005
(valori assoluti in migliaia di euro)

Regioni Prestazioni erogate (A) Contributi versati (B) Saldo previdenziale (B-A) Tasso di copertura delle prestazioni (B/A)%
Lombardia 41.862.476 41.898.254 +35.778 100,1%
Lazio 22.694.607 21.992.447 -702.160 96,9%
Veneto 17.779.379 16.814.702 -964.677 94,6%
Trentino - Sud Tiröl 3.738.957 3.482.009 -256.948 93,1%
Emilia-Romagna 19.916.004 16.109.855 -3.806.149 80,9%
Valle d’Aosta 564.241 446.636 -117.605 79,2%
Piemonte 21.101.450 16.375.412 -4.726.038 77,6%
Marche 6.248.893 4.513.736 -1.735.157 72,2%
Friuli-Venezia Giulia 5.980.432 4.280.575 -1.699.857 71,6%
Toscana 16.642.627 11.559.373 -5.083.254 69,5%
Abruzzo 4.892.161 3.328.285 -1.563.876 68,0%
Molise 1.112.512 694.781 -417.731 62,5%
Campania 17.448.404 10.890.891 -6.557.513 62,4%
Sardegna 5.951.318 3.706.222 -2.245.096 62,3%
Basilicata 2.041.436 1.270.653 -770.783 62,2%
Umbria 3.959.513 2.393.398 -1.566.115 60,4%
Puglia 14.106.931 7.749.986 -6.356.945 54,9%
Sicilia 16.298.364 8.939.755 -7.358.609 54,9%
Liguria 8.809.947 4.637.630 -4.172.317 52,6%
Calabria 6.944.870 3.551.256 -3.393.614 51,1%
TOTALE 238.094.522 184.635.857 -53.458.665 77,5%
Fonte: Il Sole 24 Ore - Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati ISTAT
Giovedì 27 Marzo 2008

La bandiera del Tibet esposta dalla sezione della Lega Nord di Tradate

La sezione della Lega Nord di Tradate ha esposto la bandiera tibetana all’esterno dalla sua sede cittadina: è un semplice gesto di solidarietà e sostegno verso il Popolo tibetano che lotta per l’indipendenza della propria nazione.

Dal 1950 la Cina occupa militarmente il territorio tibetano, privando la popolazione locale dei più elementari diritti, primi fra tutti il diritto alla libertà di parola e di religione, ma nonostante tutte le ingiustizie subite, il popolo tibetano ha mantenuto viva la propria aspirazione alla libertà e indipendenza. L’occupazione cinese presenta tutte le caratteristiche del dominio coloniale: oltre un milione di tibetani sono morti a causa delle repressioni, in Tibet sono di stanza 500.000 soldati della Repubblica Popolare Cinese e il 90% del patrimonio artistico e architettonico di quest’area è stato distrutto. L’obiettivo è la distruzione dell’identità di questo popolo.
La situazione, già difficile, è precipitata negli ultimi giorni, in particolare a partire dallo scorso 10 marzo, quando il governo di Pechino ha represso con la forza le manifestazioni spontanee della popolazione del Tibet in ricordo della pacifica insurrezione contro l’oppresione cinese avvenuta a Lhasa il 10 marzo 1959.

L’esposizione di questa bandiera vuole, soprattutto, essere un’occasione di riflessione sul genocidio civile e culturale che si sta perpetuando da anni in quella terra. La Lega Nord di Tradate ritiene importante esprimere la propria solidarietà al popolo tibetano, ponendo l’attenzione su una tragedia troppo spesso dimenticata, per evitare che il silenzio permetta alla dittatura di vincere. La Lega Nord, da sempre, sostiene la causa di ogni popolo che legittimamente nella propria terra lotta per ottenere l’autodeterminazione e la libertà.

Giovedì 21 Febbraio 2008

Il Gruppo Giovani Padani di Tradate a Malpensa

L’ennesimo schiaffo da Roma… Eh sì, perchè questa volta parlare di Roma non è il solo riferirsi al simbolo di uno stato di sudditanza, di schiavitù verso un centro politico che del Nord se ne frega; questa volta è parlare, bossianamente, della più che attuale causa settentrionale. La Padania, con la Lombardia ed il Veneto in testa, da decenni mantiene un carrozzone come Alitalia: pesante, costoso ed inefficiente da ogni punto di vista. Basta apporre una bandierina tricolore, quelle della tipologia cocktail, su di un oggetto per trasformarlo automaticamente in un bene nazziunale, da preservare e, natuaralmente, da mantenere. Con i soldi di chi è superfluo scriverlo. Da sempre un Nord produttivo mantiene un Sud ampiamente commissariato e foraggiato; da anni ci viene raccontato che prima o poi i problemi si risolveranno, che basta la pazienza, che tanto hanno loro, altrettanto avremo noi, che il federalismo serve, ma non quello dei soldi che devono rimanere nella capitale dove verranno equamente distribuiti… E adesso? Cosa verranno a raccontarci adesso su Malpensa e Alitalia? Chi si interesserà del problema della nostra gente che perderà il posto? Chi si preoccuperà di trovare una soluzione per rilanciare l’hub varesino? Questi hanno venduto Alitalia ai francesi senza un tavolo col Nord, senza sentire coloro che per anni hanno tenuto in vita il carrozzone volante.
A me viene in mente una sola risposta, e un solo uomo a cui dar fiucia: Umberto Bossi e la Lega Nord. In questo momento si sta trattando del futuro della Provincia di Varese, della Lombardia e di tutte le Regioni Padano-Alpine.

La Lega Nord ha pubblicato uno spazio web dedicato per trattare della Politica su Malpensa.

Sotto proponiamo una lettura della manifestazione tenutasi Domenica 17 Febbraio a Malpensa.

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Lunedì 28 Gennaio 2008

L’Assemblea sarà convocata a domicilio… Il 24 Gennaio di quest’anno, settimana scorsa, il Senato ha votato contro la fiducia a Prodi. Fra gli interventi e le dichiarazioni di voto ve n’è una particolarmente chiara ed efficace.

Dario Galli è Tradatese e Senatore per la Lega Nord ormai da parecchi anni. Ha grande esperienza ed intuito politico che trasmette a chi lo ascolta ad ogni suo intervento, che sia in piazza, per radio o in Parlamento. Quello che pubblichiamo qui è il Suo intervento al Senato contro la fiducia al Governo. Con chiarezza e intelligenza tocca tutti i nodi politici concreti che da anni la Lega porta fra la gente con coraggio e fermezza. Un intervento per molti versi storico. Godetevelo!

Qui sotto riportiamo per intero il resoconto stenografico dell’intervento al Senato dell’Ing. Dario Galli.

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Sabato 26 Gennaio 2008

statali.jpg

«Impiegati statali, la Lombardia batte il Lazio». Questo era uno dei titoli più gettonati dalla cialtroneria da carta stampata e telematica all’indomani della pubblicazione dei dati del Conto annuale sul pubblico impiego, relativi al 2006, da parte della Ragioneria dello stato itagghiano.

Infatti, per chi non sa né leggere, né scrivere, predendo il dato assoluto si può affermare, in modo nettamente superficiale, che la Lombardia, con 416.103 dipendenti statali supera il Lazio, fermo a “solo” 404.321. Ma, si sa, la maggioranza dei giornalisti è analfabetizzato dal punto di vista matematico-statistico, e non si rende conto della profonda differenza che intecorre tra un dato assoluto e un dato relativo, derivante da un valore di media pesata.

Infatti, dividendo la somma dei dipendenti pubblici per il numero di abitanti (che in Lombardia è 1.77 volte rispetto al valore relativo alla regione Lazio), ne risulta che i dipendenti pubblici sono 0.046 per abitante (rapporto 1 a 22) in Lombardia, 0.079 per abitante (1 a 13) nel Lazio.

Totale, in Lombardia ci sono circa della metà dei dipendenti pubblici, per abitante, rispetto alla regione Lazio, a fronte, tra l’altro, di un livello di servizio di qualità sicuramente superiore e di maggior virtuosismo economico.

Tuttavia, condizione al contorno non trascurabile, è la provenienza geografico-culturale della dipendenza pubblica, soprattutto per quanto riguarda la nostra regione. Infatti, la gente che si reca in posta, negli ospedali e altri enti pubblici in Lombardia può percepire quello che un’indagine più accurata dal punto di vista statistico non mancherebbe di confermare: i dipendenti pubblici in Lombardia non sono lombardi, anzi…

Inoltre, bisogna ricordare che la regione Lombardia ha il minor numero di manager d’Itagghia e che la loro indennità è per oltre il 20% legata agli obiettivi raggiunti (fonte: Trentino school of management).

Regioni Abitanti Dipendenti Statali Rapporto ab. / dip.
Lazio 5.112.413 404.321 12.6
Valle d’Aosta 119.548 9.448 12.7
Trentino - Sud Tiröl 940.016 70.567 13.3
Abruzzo 1.262.392 94.099 13.4
Friuli Venezia Giulia 1.183.764 83.307 14.2
Molise 320.601 22.163 14.5
Sardegna 1.631.880 109.158 14.9
Calabria 2.011.466 129.887 15.5
Basilicata 597.768 38.245 15.6
Liguria 1.571.783 100.114 15.7
Umbria 825.826 51.123 16.2
Sicilia 4.968.991 303.275 16.4
Toscana 3.497.806 212.118 16.5
Lazio 5.701.931 339.510 16.8
Marche 1.470.581 84.560 17.4
Emilia Romagna 3.983.346 224.285 17.8
Puglia 4.020.707 225.056 17.9
Piemonte 4.214.667 228.665 18.4
Veneto 4.527.694 229.830 19.7
Lombardia 9.032.554 416.103 21.7
Media Itagghia 56.995.744 3.375.834 16.9

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