Martedì 30 Gennaio 2007

santambrogio-benedice-arcumeggia.bmp

In Figura: Sant’Ambrogio benedice Arcumeggia

Troppe volte capita di sentirsi insoddisfatti, magari durante uno di quei lunghi pomeriggi domenicali passati sul divano a seguire, ingurgitando schifezze ipercaloriche, i risultati dell’ultima giornata del campionato di calcio o un talk show appositamente allestito per chi abita da Roma in giù.
Allora si sente il bisogno di prendere la macchina per andare a farsi un giro. Peccato che, dopo mezz’ora, ci si trovi a casa di qualche amico o al bar a guardare le stesse partite o gli stessi talk show di mezz’ora prima.

Perchè, allora, non andare a fare una gita fuori porta? Magari invitando qualche ragazza/o? Si, ma dove?
Mi sento di proporre una meta, molto più vicina di quanto si pensi, dove poter trascorrere qualche ora tra arte e romanticismo, passeggiando tra vicoli colorati ed osservando le cime delle nostre montagne. Questo è Arcumeggia, piccolo borgo antico dipinto dell’Alto Varesotto.
Siete interessati? Allora, di seguito, troverete tante piccole informazioni che faranno nascere in voi la voglia di catapultarvi in questo paesino senza età, dove storia e magia si fondono in un rilassante senso di tranquillità.

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Venerdì 15 Dicembre 2006

s-ambroeus.jpg

Il tramandarsi del milanese, così come altre lingue locali, ha subìto in nome di un patriottismo tricolore ingiustificato, una progressiva flessione che la sta portando alla scomparsa. Il fenomeno è di particolare rilievo nel capoluogo lombardo, ma anche in tutta la lombardia occidentale. A partire dal dopoguerra, infatti, ci si è piegati alla volontà di coloro che ci hanno costretti ad abbandonare la nostra lingua perchè rozza e priva di significative opere letterarie. Un popolo che voglia cercare nelle proprie radici un minimo comun denominatore identitario, non può prescindere dal riconoscere una lingua tradizionale da sostituire, almeno nelle comunicazioni informali, all’italiano. Tanto più che, sovente, coloro che sbandierano l’aulicità di questo linguaggio, sono i primi a non saperlo parlare correttamente.
Salviamo la nostra lingua locale! Molti dei nostri genitori o dei nostri nonni sono ancora in grado di insegnarci le basi per parlarla… Poi il resto verrebbe da sè: sono sicuro che potrebbe essere un’esperienza e un’opportunità appassionante.

A titolo di esempio, vengono riportati alcuni versi che la tradizione milanese ci ha lasciato da custodire e difendere con le unghie e con i denti.

La poesia seguente evoca, con un ritmo incalzante, suoni, colori e profumi dell’antica festa di S. Ambrogio.
Come sarebbe bello se al posto dell’attuale accozzaglia di bancarelle cinesi si potesse passeggiare ancora nelle vie di una Milano antica che aspettava con speranza l’avvicinarsi del Natale come momento di gioia e festa!

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Giovedì 14 Dicembre 2006

Presepe

Simbolo delle tradizioni del nostro popolo, immagine dell’evento chiave della storia dell’umanità che affonda le proprie radici nel tessuto cristiano, icona della bellezza, della nobiltà e della povertà contadina verso cui tutti dobbiamo essere debitori: ecco cos’è il Presepio.

Per i perbenisti, quelli che si richiamano ai veri valori di tolleranza, per quegli strafottenti filosofi oratoriali che si riempiono la bocca di multiculturalismo, per quei laici troppo radical e troppo chic per sentire l’odore vivo del muschio, il presepio non è altro che un irritante ed insopportabile simbolo di divisione fra culture.
Che fare per loro? Ovvio… eliminarlo.
Eliminiamo il Crocifisso: se d’oltraggio ai “migranti estremisti” (mah!). Perchè non toglierlo e poi spiegare che i martiri sono morti (a questo punto inutilmente) per difenderlo?
Eliminamo il Presepio: se l’immagine di un gruppo di pastorelli e contadini e di un bambino (non uno qualsiasi… il Figlio di Dio) scaldato da un bue e da un asinello in una capanna dà fastidio alla cornea di qualche imam, perchè non sostituirlo con una margherita?
Eliminiamo, cronaca recente (di questi giorni), anche “Astro del ciel”. Nell’esaltazione masochistica del “politically correct”, non esiste purtoppo stella che possa illuminare il nulla delle loro menti petulanti.

Come Padano sento il dovere e voglio difendere questo emblema della mia Terra, della mia Storia e delle mie Tradizioni.
Come Giovane, invece, avrò sempre nel cuore e nella mente il ricordo delle sere calde d’inverno passate con tutta la famiglia a plasmare un presepe tutto mio, sognando il giorno di Natale.

Difendiamolo. Proteggiamo il simbolo vero del Natale e della nostra storia.
Io lancio una provocazione. Prendete l’immagine qui sopra, fatene fotocopie, ritagliatela (colorate, se volete) e mettetela in tutti i luoghi che frequentate. Specialmente laddove la demenza iconoclasta del multiculturalismo militante ha vigliaccamente censurato il simbolo del Natale.
Piccoli gesti per salvare un grande dono. Davvero.

Lunedì 31 Luglio 2006

abia

Guida Ballografo-umoristica
Di tanti sit e paes
Che se ved e passa via stand in tranvaj
Da Milan a Saronn, Mozzaa e Tradaa

D’N. N. Ch’el temperava i penn

Milan, 1881

ABBIAA GUAZZON

Perché han ciamaa Abbiaa-Grass quell giò alla bassa,
L’è facil a capiss da tutt qui gent
Che sta in quell borgh grass, rich, o che ghe passa:
Ma de savè prusmà e tiramm in ment
Perché pœu a sto Abbiaa chi gh’han dii Guazzon,
Scusa vindant, ma mi son tropp tappon.

L’è on bell paesott poggiaa a ‘na collinetta.
Che fa bell ved guardandel dalla strada.
L’è de là in alt che l’œucc el se diletta
Stendendes giò a mezz dì alla gran spaziada;
E l’è de là ch’el ven fermaa a tramont
Dal Rosa e dal firon di olter gran mont.

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Martedì 20 Giugno 2006

solstizio-350.jpg

 

L’associazione culturale I Nostar Radiìs, con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Varese e del Comune di Malnate, organizza anche quest’anno il festival celtico del solstizio. L’appuntamento è per i giorni 23, 24 e 25 Giugno a Malnate (Va) in via Gorizia 3, località folla. Tutti i giorni, a partire dalle 19: birra e griglia, prodotti tipici insubri, stand culturali, antichi mestieri ed un laboratorio archeologico per bambini.

Inoltre:

  • Venerdì 23
  • Ore 20: Davide Van De Sfroos con “canzoni e poesie
    Ore 22: Inis Fail (musiche tradizionali irlandesi)

  • Sabato 24
  • Ore 20: Gabriella Monti: revival
    Ore 21: Insubres (musiche popolari europee)

  • Domenica 25
  • dalle Ore 12: Musica folk e conferenze
    Ore 21: Irish Session (musiche irlandesi)

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