Martedì 17 Aprile 2007

Domenica 22 aprile 2007 a Morazzone (VA), sala Mazzucchelli c/o biblioteca comunale, con inizio alle ore 11.15, si svolgerà l’incontro di presentazione del libro:
L’iperitaliano. Eroe o cialtrone ?
Biografia senza censura di Giuseppe Garibaldi
Interverrano:
- Giancarlo Cremona, sindaco di Morazzone
- Matteo Bianchi, assessore alla promozione dell’identità culturale e del territorio di Morazzone
- Gilberto Oneto, autore del libro
- Andrea Mascetti, associazione culturale Terra Insubre
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Mercoledì 28 Marzo 2007
Il giorno 31/03/2007, a partire dalle ore 14.00, il Movimento Giovani Padani della circoscrizione di Tradate promuoverà una raccolta firme presso il centro commerciale Esselunga di Venegono Inferiore per chiedere alla T.S.I. (Televisione Svizzera Italiana) la ridiffusione del segnale nel nostro territorio.
Una raccolta firme per chiedere alla Televisione Svizzera Italiana il ripristino del segnale è la risposta ad una questione concreta sollevata da diversi cittadini. L’idea è nata da un sodalizio politico-culturale tra i Giovani Padani del lecchese ed i giovani della Lega dei Ticinesi (un movimento identitario del Canton Ticino). Tutte le firme che i Giovani Padani delle province di Varese, Lecco e Como stanno raccogliendo verranno consegnate agli amici ticinesi perché le portino all’attenzione del governo cantonale di Bellinzona, attraverso i propri rappresentanti.
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Giovedì 1 Marzo 2007
Due domeniche fa ho deciso di impegnare il mio pomeriggio nella visita di una piccola e graziosa cittadina lacustre del nostro splendido territorio varesino: Angera.
Ci ero già stato da piccolo, ma il ritornarci mi ha lasciato nel cuore un segno indelebile. Ho passeggiato con la mia ragazza per le romantiche vie del centro storico, prendendomi un buon gelato e mi sono diretto verso il lungolago.
Qui, ho potuto constatare che buona parte di quello che la natura ci ha lasciato è rimasto intatto: a differenza di molte altre cittadine di lago nate e cresciute nel nostro territorio, Angera è rimasta ancorata con passione al proprio passato.
Lo dimostra proprio il lungolago, per buona parte non piastrellato e sgombro di locali o gelaterie, che si perde in un canneto ospitante un gran numero di anatre e cigni, i quali danno un tocco ancor più selvaggio al luogo.
Spostando lo sguardo verso il piccolo golfo su cui si affaccia la città, mi si è presentata davanti agli occhi una piccola isola, dal nome “isolino Partegora“, intreccio di canneti e boschetti, dove la natura sembra essere stata immortalata nel tempo.
Guardandomi alle spalle, verso l’entroterra, mi sono imbattuto nella suggestiva vista della Rocca Borromeo, “appoggiata” sulla sommità di un ripido pendio, che sembra fare la guardia ai tesori custoditi nello specchio d’acqua in cui riflette perennemente la propria immagine.
Mi sono sentito catapultato in una realtà dove il nuovo e l’antico si fondono in una piena armonia, fatta del verde delle colline, dell’azzurro del lago e del tenue beige della Rocca che fa da spartiacque tra la terra e il cielo.
Avrei voluto visitare la Rocca, ma arrivato davanti al portone, ho constatato che verrà riaperta al pubblico solo nella stagione primaverile (il 16 Marzo, per l’esattezza); peccato, perchè mi sarebbe piaciuto camminare tra le camere di una lussousa residenza estiva dei Borromeo e soprattutto assistere allo spettacolo offerto dal grazioso museo della bambola che l’edificio gelosamente custodisce.
Quindi, per chi non volesse sprecare un pomeriggio stravaccato sul divano, consiglio un pò di intrapendenza e… via, alla scoperta di un altro tesoro del nostro territorio!
Per chi vuole saperne di più, di seguito sono riportate ulteriori informazioni e link utili.
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Mercoledì 28 Febbraio 2007
Chi di noi non ha mai visto una Citroën Due Cavalli, l’intramontabile utilitaria prodotta ininterrottamente dal 1948 al 1990 in oltre dieci milioni di esemplari? Se ne vede ancora qualcuna ogni tanto sulle nostre strade.
Ma forse in pochi sanno che il suo creatore era originario della nostra terra. Proprio così: la Due Cavalli fu uno dei colpi di genio di Flaminio Bertoni.
Nato a Masnago (Varese) nel 1903, pittore, scultore, architetto, designer, artista e inventore a tutto campo, Flaminio Bertoni trovò la sua massima ispirazione come creatore di automobili. Si presentò al costruttore francese mostrando un brevetto per il sollevamento pneumatico dei finestrini: da allora, e fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1964, regalò alla casa d’oltralpe i maggiori successi della sua storia. Nel 1933, lavorando alla linea della Citroën Traction Avant, grazie alla sua abilità di scultore, per la prima volta nella storia dell’automobile ne realizzò un modello tridimensionale (nella foto). Mentre nel 1955 dalla sua creatività vide la luce la lussuosa e avveniristica DS, dotata di soluzioni tecniche impensabili ai tempi, come servosterzo, freni a disco e sospensioni idropneumatiche.
Varese rende omaggio al suo illustre concittadino: su iniziativa dell’Amministrazione Provinciale, guidata dalla Lega Nord, ad aprile verrà inaugurato un museo che ospiterà la Fondazione Flaminio Bertoni: presso lo spazio espositivo di via Valverde i visitatori potranno ammirare automobili, quadri, disegni e creazioni del grande designer. Un meritato riconoscimento a chi ha saputo rendere onore a Varese nel mondo.
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Martedì 30 Gennaio 2007
Ecco un’altra perla della poesia dialettale milanese, in cui si cerca di difendere con orgoglio quelle che sono le origini del Capoluogo lombardo.
Contrariamente a quanto affermato da molti, secondo i quali Milano trova le proprie origini da una colonia etrusca o romana, in questio versi si afferama con orgoglio che la città meneghina, capitale economica e morale dell’Itagghia, nasce dall’invasione dei Celti.
Vengono anche precisate, tra il serio e il faceto, quelle che sono le motivazioni a supporto di tale teoria: l’operosità delle nostre genti, le profonde differenze culinarie (per gli amanti della cucina, il passaggio che cita la busecca e el risòtt giald fa venire l’acquolina in bocca!) e i divesri stili di vita sono indice di profonde differenze tra i milanesi e, ad esempio, i romani; queste differenze non possono che aver origine in un tempo lontano, probabilmente sin dal momento in cui le due città vennero fondate.
Bellissimo anche il finale, in cui si fa riferimento alla consueta rima popolare “Milan … col coeur in man“, per sottolineare che la solidarietà non è un gioco di parole, ma sostanza nei fatti.
Forza, dunque. Buona lettura!
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Inserito da BrambaTheHutt in Cultura | Comments Off