Il 2 gennaio 1960, se ne andava il Campionissimo, ancora in piena attività sportiva. Una comune forma di malaria, mal diagnosticata al ritorno da un viaggio in Africa, stroncava improvvisamente a soli quarant’anni la vita di Fausto Coppi.
Il piemontese nato a Castellania, in Provincia di Alessandria, e cresciuto tra i ripidi saliscendi della zona, è l’uomo capace di stabilire il record dell’ora a Milano nel 1942 sotto i bombardamenti, di tornare ancora più forte dopo la guerra e la prigionia, di riprendersi da infortuni e difficili vicende personali.
Una serie impressionante di vittorie: 5 al Giro (la prima a soli vent’anni), 2 al Tour de France, 3 alla Milano-Sanremo, 5 al Giro di Lombardia, oltre a una Parigi-Roubaix e un Campionato del Mondo su strada (sul difficile percorso di Lugano nel 1953), solo per ricordare le più celebri.
Il tutto accompagnato da imprese memorabili, nelle quali spesso gli avversari giungevano al traguardo con distacchi abissali, come nella durissima tappa Cuneo-Pinerolo al Giro del 1949, e sulle rampe dello Stelvio nel 1953. Un ciclismo d’altri tempi, quando i concorrenti erano altrettanti campioni del calibro di Bartali, Magni, Kübler, Koblet, Bobet, per citarne alcuni.
A cinquant’anni di distanza, la leggenda del Campionissimo è più viva che mai. Una frase è entrata e rimarrà per sempre nella memoria collettiva, per i cultori del ciclismo e non solo, pronunciata dal cronista Mario Ferretti:
“Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi”.
Cos’è la poesia?
dici mentre fissi nei miei occhi
l’azzurro dei tuoi occhi;
cos’è la poesia?
E tu me lo domandi?
Poesia… sei tu.
- da Rime di Gustavo Adolfo Bécquer
Son partito un po’ lontano a presentarvi una bellissima poesia di Natale per cercare di allontanare ogni sospetto di banalità su queste meravigliose righe in lingua insubre.
La poesia, anche questa che spero leggerete, per Bécquer (e per me) siamo Noi con la enne maiuscola. È specchio di un popolo, della sua cultura, della sua Identità. È strato sulla quale scorre il respiro della nosta vita, di quello che siamo.
È una piccola fiammella che risplende come un sole nel mare oscurantista della globalizzazione, del forzato livellamento linguistico che da quell’infausto (sic!) evento che chiamano unità d’itagghia hanno sempre voluto imporci richiamanadosi ad una “nobiltà” dell’itagghiano che esiste solo nelle loro menti.
Godetevela…
Sulla scia dell’enorme successo di pubblico e di stampa che ha segnato la prima edizione del festival “Insubria, Terra d’Europa 2007”, presentiamo questa seconda edizione che vedrà coinvolta la città di Varese dal 5 maggio al 1 giugno 2008.
Economia e ambiente, ma anche musica e teatro, storia e sport: la formula proposta nella precedente edizione viene confermata anche per quest’anno grazie alla partecipazione e alla disponibilità di grandi nomi che, sensibili al “richiamo delle radici”, prenderanno parte in prima persona a questa cinque giorni dedicata all’Insubria.
Convinti che il prossimo futuro muoverà i passi in un complesso rapporto tra globale e locale, la nostra Insubria, adagiata tra due stati e fluttuante tra due aree economico-politiche (UE e extra-UE) rappresenta il laboratorio ideale per organizzare strategie, suscitare passioni e cercare alchimie difficilmente ripetibili in altre aree dell’Europa.
Un’occasione unica e straordinaria di muoversi tra “Terre”, incredibilmente slegate e legate ad un tempo tra loro, poste nel cuore dell’Europa, cerniera alpina tra il sud e il nord, crocevia di interessi e di culture.
Un luogo straordinario per vivere, lavorare, progettare, sognare.
- Il sito ufficiale della manifestazione.
- Il programma della manifestazione.

Vi racconterò di Giuseppe Garibaldi. Gli storici italiani diranno che sono un bugiardo, ma a scrivere la storia sono gli stessi che chiamano “briganti” dei patrioti.
È con questa parafrasi delle prime battute del film Braveheart che voglio introdurre questa mini-bibliografia. Un breve elenco di opere che, negli ultimi anni, hanno tentato di riportare alla luce le verità atroci su quell’epoca che i bugiardi italiani chiamarono, in maniera vigliaccamente apologetica, “Risorgimento”.
- Indietro Savoia! Storia controcorrente del Risorgimento
- Venga a Napoli, signor conte
- Eroe o cialtrone? Biografia senza censura di Giuseppe Garibaldi
- Controstoria dell’Unità d’Italia: fatti e misfatti del Risorgimento
- I vinti del Risorgimento
- Va’ pensiero… Su Roma assopita. Storia italiana 1866-1876
- Ingovernabili da Torino. I tormentati esordi dell’unità d’Italia





