Qualche giorno fa il sito dell’espresso ha pubblicato un interessante articolo d’attualità dal titolo: “Laboratorio di Varese.” a firma di Francesco Bonazzi, giornalista per L’espresso e Repubblica. Vi invitiamo a leggerlo.
Presenza capillare. Dirigenti giovani. Salda presa sulle poltrone che contano. Così la Lega si rafforza e aumenta i consensi. Anche a scapito degli alleati.
Ma si può tollerare che il centrosinistra governi Laveno Mombello, un paese che ha dato i natali a Renato Pozzetto e dove ha segnato i primi gol Gigi Riva? No che non si può, anche perché a Laveno, sponda varesina del lago Maggiore, hanno capovolto la storia del villaggio di Asterix, l’eroe preferito del ministro Maroni: qui gli eredi della tradizione centralista e cattocomunista resistono in municipio da tre anni e mezzo, circondati da decine di sindaci col fazzoletto verde in quella che è la provincia più leghista d’Italia.
Ora, in un grande partito moderno se ne strafregherebbero di riconquistare una cittadina di novemila anime. E invece sabato prossimo, alle cinque e mezza della sera, a Laveno sarà Umberto Bossi in persona a inaugurare la sezione numero 32 della provincia di Varese.
Ci saranno pochi militanti? Non importa, perché anche se ora fa il ministro, il Grande Capo non si è dimenticato che qui tra un anno e mezzo si vota e tocca rimontare. Con i soliti sistemi: comizi, sagre, sezioni e manifesti. E soprattutto, da almeno dieci anni, con una classe dirigente selezionata attraverso una severa gavetta dove nessuno può bruciare i gradini.
Roba da museo? Sarà, ma intanto con questa strategia la Lega Nord non è solo il partito più vecchio tra quelli che siedono in Parlamento, ma è anche il più vitale.


