Non è La Padania che lo dice, ma il Corriere della Sera: dal rapporto di Eurostat dell’Europa a 27 Stati emerge che la Spagna batte l’Itagghia 105 a 103.
E non si tratta di una partita di basket finita ai supplementari, ma è il risulatato del PIL attualizzato al 2006. E ancora più preoccupante è che la Spagna negli ultimi hanni ha messo la freccia sul nostro paesuccio e ci ha sorpassato facendoci ciao ciao con la manina.
E tutto tace…
I pochi politici che si immolano ad addentrarsi in questo ambito danno la colpa al governo Prodi se sono del cosiddetto “centro-destra”, all’economia e al pesante fardello ricevuto dal passato (soprattutto al mostruoso debito pubblico) se appartengono all’attuale “centro-sinistra”.
Noi della Lega Nord siamo spiaciuti solo di una cosa: che in questa situazione di paludismo economico, a rimetterci è soprattutto il Nord produttivo, in cui le PMI devono tirare ancor di più la cinghia per mantenere in piedi il carrozzone itagghiano.
Una soluzione c’è, ed è da troppo tempo ormai che la miopia politica del nostro paese tende ad accantonarla: autonomia, federalismo, decentramento, riforme. Sono le parole chiave che hanno permesso alla Spagna di Aznar e Zapatero di salire sul giusto treno del progresso del territorio, anziché impantanarsi nella burocrazia e nei cavilli legislativi.
È dagli albori della nascita della Lega Lombarda che diciamo sempre la stessa cosa: per intraprendere una cammino di crescita economica e responsabilità sociale, l’unico progetto spendibile è il federalismo.
E qualcuno se ne è accorto. Purtroppo, in Spagna…



