
Ancora una volta dobbiamo scontrarci con l’evidenza dei numeri. I ricercatori lombardi, probabilmente i più preparati e assidui dell’intero paese, sono snobbati dallo stato centrale, troppo preoccupato di finanziare i progetti romani, piuttosto che distribuire le risorse a chi effettivamente raggiunge gli obiettivi prefissati.
Dal recente rapporto del CNR, infatti, emerge che la Lombardia è la regione che più investe in ricerca e sviluppo. Ma chi paga? Soprattutto i lombardi, nel senso che sono le imprese del territorio a sobbarcarsi il maggior onere, praticamente oltre i due terzi di quanto viene investito.
Oltre a rimarcare il fatto, ormai assodato, che l’investimento italiano in ricerca e sviluppo lascia molto a desiderare (le risorse finanziarie impegnate nelle attività di R&S, pari all’1,1% del PIL collocano l’Itagghia nella fascia medio-bassa dei paesi industrializzati, molto lontano dal 3% proposto a Lisbona come obiettivo fondamentale della politica comunitaria), il rapporto annuncia che con oltre 3,2 miliardi di euro, la Lombardia si pone al vertice degli investimenti in ricerca e sviluppo, regione trainante di tutto il Nord Ovest dove si concentra quasi il 37% della spesa nazionale. Seguono il Lazio (2,67 miliardi di euro), il Piemonte (1,89 miliardi), e a seguire Emilia Romagna (1,37), Toscana (1,03) e Campania (1,02).
Ma le differenze che più balzano all’occhio tra i “big spender” in R&S riguardano la suddivisione del totale dell’investimento, costituito da quattro voci principali: istituzioni pubbliche, università, istituzioni private non profit e imprese. Come si può osservare dai dati riportati nella tabella del rapporto, il budget lombardo è costituito dal contributo delle imprese con quasi 2,3 miliardi di euro (70,3%), seguito dall’impegno delle università (18,8% con oltre 600 milioni), mentre è minimo l’intervento delle istituzioni pubbliche (222 milioni pari a meno del 7%).
Uno scenario completamente differente si apre analizzando i numeri che riguardano il Lazio, il cui budget in ricerca e sviluppo è sostenuto principalmente dalle istituzioni pubbliche che coprono oltre la metà della spesa (50,9%), mentre l’investimento imprenditoriale si ferma al 24,2%.
Come al solito, viene facile fare un appello: meditate, ricercatori lombardi, meditate…



