Una recentissima indagine della Coldiretti ha stimato che, sulla base dei dati forniti dall’eleborazione dell’Osservatorio prezzi del Governo, il pane a Milano (3.51€/Kg) costa il doppio rispetto a Napoli (1.74€/Kg).
Altre differenze evidenti sui prezzi medi del tanto diffuso bene di prima necessità emergono se si analizzano i dati riferiti ad altre grandi città, come Bologna (3.34€/Kg), Roma (2.20€/Kg) e Palermo (2.42€/Kg). Si evince anche che il prezzo del grano è uniforme su tutto il territorio perché fissato su valori internazionali; in aggiunta, il prezzo del grano si è ridotto di un ulteriore 10 per cento a novembre rispetto al mese precedente senza determinare una conseguente diminuzione di prezzi su pane e pasta.
Questo fatto rappresenta nel concreto quella che è una necessità: applicare le cosiddette gabbie salariali, in modo che le contrattazioni sui CCNL di categoria (che si traducono sui valori degli stipendi percepiti dai lavoratori) possano essere portate a termine su base regionale, in modo da adeguare il portafoglio delle famiglie al costo della vita del territorio in cui abitano.
Noi della Lega Nord è da almeno un decennio che proponiamo questo tipo di iniziativa, senza che nessuno ne dia appoggio e/o risalto. Anche perchè, si sa, il buon senso non appartiene più alla nostra società e tantomeno ai politici che la rappresentino.
Speriamo che, soprattutto nelle nostre zone, dove il costo della vita da sempre è tra i più alti d’Europa e sta raggiungendo livelli quasi insostenibili, non si debba arrivare alla carestia per far capire alla gente he è necessario invertire la rotta. Per non arrivare alla conclusione che “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.
E noi, ve lo avevamo detto…




