Domenica 1 aprile 2007 il Popolo del Canton Ticino si è recato alle urne per rinnovare il Consiglio di Stato, cioè il Governo cantonale, e il Gran Consiglio, che costituisce il Parlamento del Cantone. Le elezioni hanno visto una netta affermazione della Lega dei Ticinesi, un movimento identitario nato nel 1991 e che richiama molti ideali della Lega Nord. In particolare, per il Consiglio di Stato la Lega ha ottenuto il 19.7% dei consensi contro il 15.1% del 2003: ciò ha consentito la facile rielezione del rappresentante leghista in Governo, Marco Borradori, il quale è risultato nettamente il candidato più votato in assoluto; mentre i deputati della Lega nel Gran Consiglio salgono da 11 a 15.
Qualcuno si chiederà: ma se la Svizzera ha già una forte impostazione federalista, quale ruolo può avere un movimento di chiara impronta autonomista e presente in un solo Cantone? In realtà il ruolo di ciascun movimento identitario è molto importante, anche in un paese federalista, moderno ed efficiente come la Svizzera. Infatti l’avanzata della globalizzazione economica e culturale, che tende a cancellare l’identità e le radici dei Popoli, nonché a distruggere l’economia locale, e un’immigrazione sempre più difficile da controllare non risparmiano certo la Svizzera. E purtroppo anche nella Confederazione, nei cosiddetti “partiti storici”, spesso prevalgono scelte legate più a interessi economici e finanziari di determinati gruppi, che non al bene comune dei cittadini: tra questi c’è chi vede l’apertura dei confini ai prodotti e alla manodopera straniera come una ricchezza, e non manca chi vorrebbe trascinare la Svizzera nell’Unione Europea, facendo credere che questa operazione sia conveniente anche per i cittadini elevetici!
La Lega dei Ticinesi si distingue quindi come l’unica forza politica del Cantone a chiedere a gran voce che le risorse create con il lavoro dei cittadini siano il più possibile investite nel territorio, a sostegno della crescita economica locale e di uno Stato sociale equo, che si rivolga prima di tutto alla gente che in Ticino è nata, vive, lavora e paga le tasse. E solo la Lega si mobilita affinché il Ticino e la Svizzera non siano invasi da merci straniere a da immigrati con scarse possibilità di integrazione. Evidentemente il lavoro svolto in questi anni inizia a dare i suoi frutti, e molti elettori hanno rinnovato la propria fiducia a chi sta davvero dalla parte della gente.
Il sistema federalista elvetico dà ancora maggior valore al risultato: il Governo cantonale ha infatti molte competenze esclusive, e gestisce un terzo del totale delle tasse versate dai cittadini, che è ripartito equamente tra Confederazione, Cantoni e Comuni (circa un terzo ciascuno). In particolare, negli ultimi anni Marco Borradori ha ricoperto la carica di capo del Dipartimento del Territorio: in pratica è stato il ministro delle infrastrutture del Canton Ticino. La sua rielezione non potrà che agevolare il completamento di una serie di opere ferroviarie e stradali, fondamentali non solo per il Ticino, ma anche per la Padania: l’asse Milano-San Gottardo è infatti il corridoio che collega il cuore produttivo della Lombardia al resto d’Europa. Un territorio certamente non facile da gestire, in buona parte montuoso, le cui infrastrutture si stanno adeguando a sopportare volumi di traffico sempre maggiori, naturalmente con un occhio di riguardo al patrimonio ambientale.
Per fare un esempio, proprio dalla collaborazione tra il Canton Ticino, rappresentato in primis dallo stesso Borradori, la Provincia di Varese e la Regione Lombardia nascerà la nuova ferrovia Arcisate-Stabio, grazie alla quale Varese sarà collegata a Mendrisio e quindi alla principale rete ferroviaria elvetica. Dunque ancora di più Ticino e Lombardia hanno solo da guadagnare da una sempre maggiore interazione, che trae le proprie origini da una lingua ed una cultura comuni. Che il vento di libertà dalle Alpi ticinesi soffi forte anche sulla Padania… Padroni a casa nostra!




