Giovedì 1 Marzo 2007

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Due domeniche fa ho deciso di impegnare il mio pomeriggio nella visita di una piccola e graziosa cittadina lacustre del nostro splendido territorio varesino: Angera.
Ci ero già stato da piccolo, ma il ritornarci mi ha lasciato nel cuore un segno indelebile. Ho passeggiato con la mia ragazza per le romantiche vie del centro storico, prendendomi un buon gelato e mi sono diretto verso il lungolago.

Qui, ho potuto constatare che buona parte di quello che la natura ci ha lasciato è rimasto intatto: a differenza di molte altre cittadine di lago nate e cresciute nel nostro territorio, Angera è rimasta ancorata con passione al proprio passato.
Lo dimostra proprio il lungolago, per buona parte non piastrellato e sgombro di locali o gelaterie, che si perde in un canneto ospitante un gran numero di anatre e cigni, i quali danno un tocco ancor più selvaggio al luogo.

Spostando lo sguardo verso il piccolo golfo su cui si affaccia la città, mi si è presentata davanti agli occhi una piccola isola, dal nome “isolino Partegora“, intreccio di canneti e boschetti, dove la natura sembra essere stata immortalata nel tempo.
Guardandomi alle spalle, verso l’entroterra, mi sono imbattuto nella suggestiva vista della Rocca Borromeo, “appoggiata” sulla sommità di un ripido pendio, che sembra fare la guardia ai tesori custoditi nello specchio d’acqua in cui riflette perennemente la propria immagine.
Mi sono sentito catapultato in una realtà dove il nuovo e l’antico si fondono in una piena armonia, fatta del verde delle colline, dell’azzurro del lago e del tenue beige della Rocca che fa da spartiacque tra la terra e il cielo.

Avrei voluto visitare la Rocca, ma arrivato davanti al portone, ho constatato che verrà riaperta al pubblico solo nella stagione primaverile (il 16 Marzo, per l’esattezza); peccato, perchè mi sarebbe piaciuto camminare tra le camere di una lussousa residenza estiva dei Borromeo e soprattutto assistere allo spettacolo offerto dal grazioso museo della bambola che l’edificio gelosamente custodisce.

Quindi, per chi non volesse sprecare un pomeriggio stravaccato sul divano, consiglio un pò di intrapendenza e… via, alla scoperta di un altro tesoro del nostro territorio!

Per chi vuole saperne di più, di seguito sono riportate ulteriori informazioni e link utili.

Angera sorge in uno splendido golfo in posizione strategica che la rese ambita fin dalle sue origini. Appartenne alle varie famiglie che si alternarono sul territorio, ma sicuramente i Borromeo lasciarono una traccia indelebile di arte e cultura come testimoniato dai molteplici edifici e giardini che fecero realizzare, tra cui la Rocca di Angera di cui ancora oggi sono gli unici proprietari.
La cittadina ha origini preistoriche. Durante il periodo romano ebbe un ruolo rilevante come punto terminale della via che da Milano attraverso Gallarate, Somma Lombardo e Sesto Calende conduceva al Verbano e da qui, attraversato il lago, ai valichi alpini verso il nord Europa.
Nel Medioevo, con il nome di Stazzona, fu sede di una pieve che si estendeva anche sulla sponda opposta del lago. A partire dall’ XI secolo fu di proprietà dell’arcivescovo di Milano, nel XIV secolo divenne dei Visconti ed infine nel XV secolo passò ai Borromeo.
Situata in posizione dominante per il controllo del passaggio sul lago, la Rocca è il più importante castello del Verbano.
La torre di nord ovest, la cui esistenza è documentata nel 1066, faceva parte del sistema difensivo milanese contro gli attacchi provenienti da nord attraverso il lago. Fra il XIII e il XIV secolo, ad essa furono appoggiati gli altri corpi di fabbrica, che testimoniano la trasformazione del castello ad uso residenziale.
L’aspetto attuale dell’edificio è conseguente a più recenti modifiche, avvenute tra il XVI e il XVII secolo.
Da visitare è la sala di Giustizia al primo piano, con un ciclo di affreschi raffigurante i segni dello Zodiaco e le imprese dell’arcivescovo Ottone Visconti contro i Torriani, databili XIV secolo.
All’interno della Rocca è allestito il Museo della bambola (tel. +39 0331 931300, aperto da marzo a ottobre 9.30-12.30 e 15-19).
Il Museo archeologico (Via Marconi 2, tel. +39 0331 931133, aperto lunedì, giovedì e sabato 15-17) conserva reperti che vanno dal mesolitico all’età romana, ritrovati nell’antro di Mitra e nella necropoli romana situata ad est del paese.
L’antro mitriatico si trova sotto la Rocca. È una grotta naturale abitata in epoca preistorica, ed adibita al culto del dio Mitra durante il periodo romano.
Nel piccolo golfo si trova l’isolino Partegora, all’interno di un’oasi di protezione costituita da canneti e boschi, che costituisce una zona umida importante per l’ecosistema lacustre, anche se affiancata verso Angera da una grossa rimessa per imbarcazioni.

Link utili:
1) Rocca di Angera : 1, 2
2) Città di Angera: 1, 2

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