Mercoledì 28 Febbraio 2007

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Chi di noi non ha mai visto una Citroën Due Cavalli, l’intramontabile utilitaria prodotta ininterrottamente dal 1948 al 1990 in oltre dieci milioni di esemplari? Se ne vede ancora qualcuna ogni tanto sulle nostre strade.
Ma forse in pochi sanno che il suo creatore era originario della nostra terra. Proprio così: la Due Cavalli fu uno dei colpi di genio di Flaminio Bertoni.

Nato a Masnago (Varese) nel 1903, pittore, scultore, architetto, designer, artista e inventore a tutto campo, Flaminio Bertoni trovò la sua massima ispirazione come creatore di automobili. Si presentò al costruttore francese mostrando un brevetto per il sollevamento pneumatico dei finestrini: da allora, e fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1964, regalò alla casa d’oltralpe i maggiori successi della sua storia. Nel 1933, lavorando alla linea della Citroën Traction Avant, grazie alla sua abilità di scultore, per la prima volta nella storia dell’automobile ne realizzò un modello tridimensionale (nella foto). Mentre nel 1955 dalla sua creatività vide la luce la lussuosa e avveniristica DS, dotata di soluzioni tecniche impensabili ai tempi, come servosterzo, freni a disco e sospensioni idropneumatiche.

Varese rende omaggio al suo illustre concittadino: su iniziativa dell’Amministrazione Provinciale, guidata dalla Lega Nord, ad aprile verrà inaugurato un museo che ospiterà la Fondazione Flaminio Bertoni: presso lo spazio espositivo di via Valverde i visitatori potranno ammirare automobili, quadri, disegni e creazioni del grande designer. Un meritato riconoscimento a chi ha saputo rendere onore a Varese nel mondo.

Domenica 25 Febbraio 2007

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Hanno già fatto apparizione sulle vie di ingresso della città, i cartelli nella nostra bella lingua madre. Ecco una foto in esclusiva per eltrononline.info.

Domenica 18 Febbraio 2007

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Giovedì 8 Febbraio 2007

Dario_Galli

Ecco il Sen. Dario Galli, rappresentante Lombardo e Varesino della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.
Cittadino Tradatese, ne è stato per ben 10 anni Sindaco (1992-2002) e tutt’ora Consigliere Comunale.
Per 10 anni Parlamentare alla Camera dei Deputati ed ora Senatore, costantemente nelle file del Movimento Leghista.
Nella vita Ingegnere Meccanico e imprenditore.
Dalla nascita della Lega Nord (Lega Lombarda) Militante indispensabile.Ci sa fare coi numeri e i Suoi ragionamenti sono sottili e taglienti come la lama di un rasoio.

Il pezzo sotto riportato è tratto da La Padania di Giovedì 8 Febbraio. E’ un articolo scritto dal Sen. Galli in persona. Galli racconta in maniera completa e documentata della Lega, parla della lotta per il Cambiamento della macchina statale centalista ed inefficiente, spiega la Questione Settentrionale, fulcro della battaglia di Umberto Bossi.

Lo dedichiamo a coloro che credono di scalfirci; siamo tutti saldi verso la meta che si chiama Padania, simbolo di Vera Libertà!

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Martedì 6 Febbraio 2007

BloodySunday

Derry, così come un po’ tutta l’Irlanda del Nord, era una città divisa e distrutta. Si fronteggiavano quotidianamente republicans (cattolici, appartenenti spesso all’IRA, che ne avevano piene le scatole dell’occupazione britannica e volevano l’annessione alla Repubblica d’Irlanda) ed unionist (orangisti e sostenitori, di contro, della politica di Londra) con le armi della guerriglia urbana e, spesso, con attacchi di tipo terroristico. Nel Bogside, quartiere a maggioranza cattolica, si era venuto a creare il cosiddetto Aggro Corner o Angolo degli Incazzati, una sorta di trincea dove i “teppisti” (venivano chiamati così dagli inglesi) lanciavano quotidianamente tutto ciò che poteva far male, dalle spranghe di ferro alle molotov.


Quella domenica…

La mattina del 30 Gennaio 1972, a Derry è una giornata importante. Si manifesta pacificamente, come da un po’ di tempo non si fa. Si manifesta contro l’istituzione da parte del governo inglese dell’internamento senza processo.
Proprio quella mattina, per arrestare i “teppisti”, Londra manda una compagnia del Reggimento Paracadutisti (mai stati impiegati per l’ordine pubblico) armati d’un fucile ad alta velocità calibro 7.62, ignorando, di fatto, la folla inerme scesa nelle strade.
L’imbecillità umana (in questo caso mooolto British), e quella di chi imbraccia una calibro setteesessantadue, ha iniziato la carneficina. Spari. Migliaia di pallottole, centaia di caricatori svuotati in pochi minuti su uomini, donne e bambini la cui unica colpa è quella di volere un po’ di diritti, un po’ di libertà. Paddy Doherty, un ragazzo quindicenne(!), colpito da una raffica ai glutei che si accascia: Barney McGuigan, pittore disoccupato, per salvarlo muore colpito alle spalle da una pallottola mentre sventola un fazzoletto bianco.
In pochi minuti muoiono 13 persone. Inutilmente.
Una domenica di sangue.

Oggi sono passati trentacinque anni da quel 30 Gennaio. La commissione d’inchiesta esiste (ancora), è guidata da Lord Saville di Newdigate, e avrebbe dovuto redigere entro la fine del 2005 una relazione finale che tuttora la gente aspetta. Non esistono colpevoli, non esistono responsabili, non esistono mandanti né cause scatenanti ed ufficiali. Solo una domanda, ed è quella che ancora oggi Bono urla ad ogni concerto: “Per quanto, per quanto dovremo cantare questa canzone?”

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