sabato 6 gennaio 2007
Energia alternativa? Energia pulita? Sì grazie
Scusate se prendiamo in prestito uno dei più popolari slogan ad effetto, sbandierati dalla sinistra di governo per supportare le scelte ecologiste, adottate in nome e per conto del cittadino. Ma a volte giova rinfrescare la memoria. Specie se la memoria, e con essa anche le promesse elettorali, vengono puntualmente tradite. La verità vera, e questo sì potrebbe essere il nuovo slogan dell’Unione e dintorni, alla luce della politica intrapresa dall’esecutivo di Prodi, è che le fonti alternative d’energia ben poco interessano alla sinistra dei grandi proclami.
La constatazione arriva, accompagnata da uno sfogo amaro, da Oreste Vigorito, presidente dell’Anev, l’associazione nazionale dell’energia del vento. Che ieri ha affidato alle agenzie di stampa il suo «j’accuse». «Nel giro di un paio d’anni il settore dell’energia eolica rischia la paralisi. Gli impianti che stiamo installando oggi si costruiscono sulla base dell’onda lunga di tre anni fa, ma rispetto al futuro non vedo buone prospettive. Nella Finanziaria non ci sono stati incentivi per l’eolico e c’è una carenza legislativa di indirizzo nazionale, quando, al contrario, occorre allinearsi a Paesi come Danimarca, Spagna, Germania per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto».
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giovedì 4 gennaio 2007
Ormai sono passati purtroppo anni, ma quand’ero un po’ più piccolo una delle persone più dolci e caritatevoli che abbia mai conosciuto, mia nonna, con la fermezza delle donne che avevano vissuto sulla propria pelle anni di povertà, mi diceva sempre: “O mangi questa minestra, o salti dalla finestra“. Mia nonna, secondo i francesi (e non solo), era intollerante.
Succedeva infatti che, a prescindere dal forte significato tradizionale del piatto (importante, certamente), l’associazione Solidarietà dei Francesi SFD, nei freddi giorni invernali che precedono il Natale, aveva caritatevolmente distribuito la francesissima zuppa di maiale (proprio perchè contenente la carne del prelibato suino) a tutti i cittadini dimenticati dallo Stato che vivevano (e vivono ancora) in povertà.
Già colpevole di lasciar morire di stenti la propria gente, cosa aveva fatto la Francia? Li aveva supportati? Forse premiati? Li aveva lasciati stare, almeno, in nome della libertà di ogni cittadino di dare quello che può (e che vuole…) ai più poveri? Magari.
Lo Stato aveva vietato la distribuzione in nome di un’apparente discrimazione religiosa dovuta alla carne usata. Vietava di distribuire cibo a persone affamate (che, proprio perchè affamate, hanno voglia solo di un piatto caldo) in nome del solito politically correct delirante e della sua fobia dell’offesa intollerante, causa principe dei problemi di ordine pubblico.
Insomma, da bambino, se fossi stato francese e avessi chiamato Telefono Azzurro, avrei potuto impedire a mia nonna, in nome di un’inesistente discriminazione, di farmi i broccoli. Alla faccia della libertè.
Tutto scorre e, grazie soprattutto all’Intelligenza che ogni tanto illumina il cervello (e il Tribunale Amministrativo di Parigi), qualcosa cambia.
Da oggi in poi, infatti, l’associazione potrà liberamente continuare la sua attività popolare e benevola senza piu’ interruzioni. Lo Stato ha riconosciuto il suo errore.
Ogni tanto succede (mai in Itagghia). Era ora.
Come sempre, per informazioni più dettagliate, vi consigliamo di visitare il sito del Bloc-Identitaire (ovviamente in francese): www.bloc-identitaire.com
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