
Sabato scorso (13 Gennaio ndr) a Milano si è tenuto il Congresso Nazionale della Lega Nord-Lega Lombarda.
Per una definizione del titolo dell’evento riporto quella di un gandissimo Giovane Padano vedanese D.O.C.G. com’è l’Ing. Luchetti : il Congresso Nazionale elegge i vertici del Movimento Lega Nord in Lombardia (il termine “nazionale” si riferisce al territorio regionale, nell’ottica di un futuro assetto federale del nostro Stato, in cui ogni Regione sia considerata a tutti gli effetti una Nazione).
In particolare il Congresso svoltosi Sabato ha eletto l’On. Giancarlo Giorgetti nuovo Segretario Nazionale della Lega Lombarda.
Ogni congresso del Movimento Lega Nord è da sempre l’occasione per scoprirne la storia, le passioni vissute e portate alla Gente, le battaglie vinte, perse e quelle che ancora si dovranno combattere. Vengono raccontate dai migliori uomini del Movimento, coloro che da anni lottano per il cambiamento verso la Libertà della Nostra Terra, la Padania; uomini che hanno dato tutto come Umberto Bossi e lo stesso Giancarlo Giorgetti, che hanno colto l’occasione del Congresso per rivelare un’altro pezzo di Lega e raccontare le sfide che attendono tutti noi.
Riporto qui sotto i discorsi dell’On. Umberto Bossi e dell’On. Giancarlo Giorgetti, raccolti durante il Congresso Nazionale della Lega Nord-Lega Lombarda. Sembrano lunghi ma ne vale veramente la pena senza dimenticare che occorre leggere per capire.

Più forestali che foreste, almeno al Sud. Numeri da capogiro: 30.000 guardie forestali in Sicilia, 11.000 in Calabria e solo 50 in Friuli. Il carrozzone itagghiano cresce di giorno in giorno…
Ma il Nord, come al solito, viene dimenticato!
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Un’inchiesta del Sole 24 Ore torna a squarciare il velo sul mistero buffo del Corpo Forestale dello stato rivelando la straordinaria ed ingiustificabile disomogeneità tra il numero degli addetti in servizio nelle regioni del Mezzogiorno e quelli in servizio nelle regioni del Settentrione.
Complice la molteplicità e la discordanza dei dati nazionali le cifre esatte non sono disponibili ma c’è abbastanza materiale per concludere - come ha titolato il quotidiano di Confindustria - che, per quanto riguarda i forestali, esistono “due Italie”.
Da una parte il Nord, dove il numero di addetti è compreso in una forbice che varia tra i 50 e i 1050, dall’altra l’Itagghia del Sud, dove la forbice può aprirsi fin sopra quota 30 mila. È il caso della Sicilia dove, secondo le stime della Flai Cgil, operano attualmente 30 mila e 754 forestali. Una cifra di per sè eclatante che tuttavia diventa ancora più singolare se rapportata ai 68 mila 308 forestali complessivamente censiti nel Belpaese.
Dunque la Sicilia assorbe da sola la metà del corpo forestale dello Stato…

Il Consiglio di Stato rifiuta la distribuzione a Parigi della zuppa identitaria
L’incredibile e’ successo, ma un po’ ce lo aspettavamo. Il Consiglio di Stato, riunitosi questa mattina, ha deliberato in opposizione alla decisione del tribunale amministrativo di Parigi, vietando cosi’ la distribuzione di zuppa al maiale da parte dell’associazione benevola Solidarité des Français.
Dinanzi al giudice Christian Vigouroux, la rappresentante del Ministero degli Interni, Jean-François Boutet ha stimanto che tale distribuzione popolare sia discriminatoria e suscettibile di disturbo alla quiete pubblica.
E per rafforzare la sua tesi, la signora Boutet ha riferito una frase tratta dal sito dell’associazione SDF “i nostri prima degli altri”, aggiungendo che l’Autorita’ per la lotta contro la discriminazione si e’ detta oltraggiata per l’aspetto discriminatorio rappresentato dall’ingrediente maiale e dalla decisione del Consiglio Municipale di Parigi di permettere la suddetta distribuzione.

Energia alternativa? Energia pulita? Sì grazie
Scusate se prendiamo in prestito uno dei più popolari slogan ad effetto, sbandierati dalla sinistra di governo per supportare le scelte ecologiste, adottate in nome e per conto del cittadino. Ma a volte giova rinfrescare la memoria. Specie se la memoria, e con essa anche le promesse elettorali, vengono puntualmente tradite. La verità vera, e questo sì potrebbe essere il nuovo slogan dell’Unione e dintorni, alla luce della politica intrapresa dall’esecutivo di Prodi, è che le fonti alternative d’energia ben poco interessano alla sinistra dei grandi proclami.
La constatazione arriva, accompagnata da uno sfogo amaro, da Oreste Vigorito, presidente dell’Anev, l’associazione nazionale dell’energia del vento. Che ieri ha affidato alle agenzie di stampa il suo «j’accuse». «Nel giro di un paio d’anni il settore dell’energia eolica rischia la paralisi. Gli impianti che stiamo installando oggi si costruiscono sulla base dell’onda lunga di tre anni fa, ma rispetto al futuro non vedo buone prospettive. Nella Finanziaria non ci sono stati incentivi per l’eolico e c’è una carenza legislativa di indirizzo nazionale, quando, al contrario, occorre allinearsi a Paesi come Danimarca, Spagna, Germania per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto».




