Domenica 28 Gennaio 2007

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Giovedì 11 gennaio il Consiglio Comunale di Venegono Superiore ha revocato la convenzione con Agesp per la gestione delle acque sul proprio territorio. Fin qui una buona notizia, sancita con l’approvazione all’unanimità.
Fa riflettere invece il modo in cui si è giunti alla tanto attesa svolta: solo un cavillo tecnico ha permesso di annullare la cessione dei servizi idrici venegonesi alla società di Busto Arsizio. Infatti, la motivazione ufficiale addotta dal Sindaco e confermata con dovizia di dettagli tecnici dal Segretario Comunale, è che il servizio sarebbe partito in data antecedente alla stipula della convenzione: il verificarsi di questa circostanza avrebbe dunque permesso di recedere dalla convenzione.
Già da questo emerge la scarsa credibilità dell’attuale maggioranza: come ci si può fidare di un’amministrazione comunale tanto distratta da firmare l’affidamento di un qualunque servizio a decorrere da una data già passata?

Ma l’irregolarità formale in realtà è stata sfruttata ad arte dalla giunta Ciantia per uscire da una situazione a dir poco imbarazzante: nel Consiglio Comunale era infatti prevista la discussione di una mozione nella quale le tre liste di opposizione, Lega Nord per Venegono, Polo per Venegono e Venegono democratica, chiedevano in modo unitario l’annullamento della convenzione stessa. Il testo in esame avrebbe certamente trovato appoggio anche in una parte della maggioranza, facendo emergere le ormai evidenti divisioni all’interno dell’amministrazione.
Il Sindaco ha avuto così la possibilità di evitare il confronto: venendo meno l’oggetto della mozione, in quanto la convenzione è stata annullata nella stessa seduta del Consiglio, la discussione del testo è decaduta dall’ordine del giorno.

Al Consiglio Comunale quindi è stato negato il diritto di esprimere le proprie idee, contro i più elementari principi della democrazia. Come se non bastasse, durante il dibattito, il Sindaco, dopo un lungo monologo nel quale ha presentato la questione a modo suo, ha addirittura sollecitato il consigliere Tafi dell’opposizione a contenere la durata del suo intervento. Richiesta di brevità quanto mai inopportuna, considerando che il Sindaco durante il Consiglio tiene lunghi comizi parlando sempre a nome di tutta la giunta e senza lasciare spazio di intervento ai suoi stessi assessori.
La cittadinanza non ha fatto mancare la propria presenza in sala consiliare, applaudendo ogni intervento dei consiglieri delle minoranze.
Intanto il Sindaco Ciantia continua ad esprimersi come se fosse l’unica voce di Venegono, affermando che la convenzione è solo rinviata e che la scelta politica rimane la stessa, in quanto il Comune affiderà comunque quanto prima la gestione delle proprie risorse idriche ad Agesp. Ma l’approvazione di una nuova convenzione con l’azienda bustese dovrà passare dal Consiglio Comunale e allora si conteranno i voti. Non sarà facile trovare un altro vizio di forma, un “colpo di fortuna” piovuto dal cielo, che permetta ancora una volta di salvarsi in extremis: non sarà più possibile sottrarsi al confronto democratico, mettendo a tacere maggioranza e opposizione.

La scelta del Comune era apparsa fin da subito fuori luogo, visto che Venegono non confina con nessuno dei comuni serviti da Agesp. Tanto più che il settore delle risorse idriche è in una fase di grande evoluzione: infatti, in base alla vigente normativa regionale, è stato recentemente creato un ATO (Ambito Territoriale Ottimale), ossia un organismo sovracomunale adibito al coordinamento ed alla gestione delle acque di tutta la Provincia di Varese. Questo avrebbe potuto creare seri problemi nell’attribuzione delle competenze tra l’ATO stesso e le amministrazioni comunali, tanto che un gruppo di comuni, tra cui Tradate, ha inizialmente rifiutato di aderire al nuovo ente. Il contenzioso alla fine ha dato ragione ai sindaci guidati dal primo cittadino tradatese Stefano Candiani, della Lega Nord: è stato infatti trovato un accordo in base al quale tutti i comuni della Provincia aderiscono all’ATO, riconoscendolo solo come ente coordinatore, mentre le reti idriche rimangono di proprietà dei comuni o delle rispettive società patrimoniali. Dunque dalla vicenda risulta chiaramente ribadito il concetto federalista secondo il quale gli acquedotti devono essere gestiti dalle istituzioni più vicine ai cittadini, cioè le amministrazioni comunali.

Pertanto i Giovani Padani e la Lega Nord per Venegono si uniscono all’intervento del Consigliere Limido riguardo la richiesta di dimissioni dell’assessore Manna, il quale si è occupato dall’inizio della convenzione con Agesp. Nella consapevolezza di aver portato all’attenzione dei cittadini un tema tanto sentito, siamo convinti che le riflessioni continueranno anche tra i consiglieri di maggioranza, i quali sono chiamati ad una scelta di grande responsabilità.
Di sicuro il Sindaco Ciantia non certo può cantare vittoria: per ora ha vinto solo il buon senso delle opposizioni e prima di tutto dei cittadini.

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