
Energia alternativa? Energia pulita? Sì grazie
Scusate se prendiamo in prestito uno dei più popolari slogan ad effetto, sbandierati dalla sinistra di governo per supportare le scelte ecologiste, adottate in nome e per conto del cittadino. Ma a volte giova rinfrescare la memoria. Specie se la memoria, e con essa anche le promesse elettorali, vengono puntualmente tradite. La verità vera, e questo sì potrebbe essere il nuovo slogan dell’Unione e dintorni, alla luce della politica intrapresa dall’esecutivo di Prodi, è che le fonti alternative d’energia ben poco interessano alla sinistra dei grandi proclami.
La constatazione arriva, accompagnata da uno sfogo amaro, da Oreste Vigorito, presidente dell’Anev, l’associazione nazionale dell’energia del vento. Che ieri ha affidato alle agenzie di stampa il suo «j’accuse». «Nel giro di un paio d’anni il settore dell’energia eolica rischia la paralisi. Gli impianti che stiamo installando oggi si costruiscono sulla base dell’onda lunga di tre anni fa, ma rispetto al futuro non vedo buone prospettive. Nella Finanziaria non ci sono stati incentivi per l’eolico e c’è una carenza legislativa di indirizzo nazionale, quando, al contrario, occorre allinearsi a Paesi come Danimarca, Spagna, Germania per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto».



