Martedì 30 Gennaio 2007

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Da un po’ di tempo volevo bloggare una lettera che Vanessa, una ragazza del Movimento Giovani Padani di Varese, ha inviato alla rubrica lettere al direttore del sito varesenews.it. Ricordo che quando mi ci sono imbattuto qualche settimana fa sono rimasto senza parole: Vanessa me le aveva strappate tutte di bocca…

La voglio dedicare a tutti quei benpensanti catto - comunisto - progressisti che tanto parlano della “necessità di dialogo” pressoché con chiunque ma che non hanno mai dimostrato la minima serenità intellettuale per confrontarsi e sforzarsi di capire a fondo le vere ragioni e le spinte che animano un movimento popolare come la Lega Nord.

A quelli che la Lega la conoscono solo attraverso programmi di faziosità imbarazzante come “le Iene”, “Ballarò” o “Blob”. A quelli che hanno seguito i corsi di “Legologia” tenuti dal “professor” Santoro, o dal “professor” Luttazzi e non dal Professor Miglio… A quelli che sorridono di fronte alla modesta realtà di Telepadania, e poi fagocitano ore di TV spazzatura “tricullore”, magari mentre viene dipinto lo stereotipo del leghista rozzo, ignorante e retrogrado…

A quelli che pensano che la Lega sia dalla parte dei “padroncini borghesi”, perché Caparezza non ha mai detto loro che il nostro elettorato è invece trasversale… E che raccoglie tanti operai, stufi di essere presi per il culo da sindacati asserviti ai poteri che “globalizzano” le imprese e localizzano (a sé) i profitti.

A quelli che aprono la caccia alla strega razzista quando la Lega parla di problematiche legate all’immigrazione incontrollata, ma che tanto poi abitano nei “quartieri buoni” e l’unico immigrato che vedono è quello che gli pulisce casa o che gli cura la zia malata. A quelli che pensano che il federalismo sia espressione di egoismo (non di responsabilità eh, non sia mai!) e poi si lamentano che le infrastrutture in Lombardia - dagli ospedali ai trasporti pubblici - non sono degne di un paese civile…

Insomma: la dedico a tutti voi, sepolcri imbiancati della domenica mattina e a tutti voi radical-chic omologati della prima serata catodica. Se mai voleste scendere dalle vostre torri d’avorio: noi siamo qui sotto, in mezzo alla nostra gente… col sorriso sul volto, la testa alta e le nostre bandiere salde in pugno.

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Ecco un’altra perla della poesia dialettale milanese, in cui si cerca di difendere con orgoglio quelle che sono le origini del Capoluogo lombardo.
Contrariamente a quanto affermato da molti, secondo i quali Milano trova le proprie origini da una colonia etrusca o romana, in questio versi si afferama con orgoglio che la città meneghina, capitale economica e morale dell’Itagghia, nasce dall’invasione dei Celti.
Vengono anche precisate, tra il serio e il faceto, quelle che sono le motivazioni a supporto di tale teoria: l’operosità delle nostre genti, le profonde differenze culinarie (per gli amanti della cucina, il passaggio che cita la busecca e el risòtt giald fa venire l’acquolina in bocca!) e i divesri stili di vita sono indice di profonde differenze tra i milanesi e, ad esempio, i romani; queste differenze non possono che aver origine in un tempo lontano, probabilmente sin dal momento in cui le due città vennero fondate.
Bellissimo anche il finale, in cui si fa riferimento alla consueta rima popolare “Milan … col coeur in man“, per sottolineare che la solidarietà non è un gioco di parole, ma sostanza nei fatti.
Forza, dunque. Buona lettura!

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In Figura: Sant’Ambrogio benedice Arcumeggia

Troppe volte capita di sentirsi insoddisfatti, magari durante uno di quei lunghi pomeriggi domenicali passati sul divano a seguire, ingurgitando schifezze ipercaloriche, i risultati dell’ultima giornata del campionato di calcio o un talk show appositamente allestito per chi abita da Roma in giù.
Allora si sente il bisogno di prendere la macchina per andare a farsi un giro. Peccato che, dopo mezz’ora, ci si trovi a casa di qualche amico o al bar a guardare le stesse partite o gli stessi talk show di mezz’ora prima.

Perchè, allora, non andare a fare una gita fuori porta? Magari invitando qualche ragazza/o? Si, ma dove?
Mi sento di proporre una meta, molto più vicina di quanto si pensi, dove poter trascorrere qualche ora tra arte e romanticismo, passeggiando tra vicoli colorati ed osservando le cime delle nostre montagne. Questo è Arcumeggia, piccolo borgo antico dipinto dell’Alto Varesotto.
Siete interessati? Allora, di seguito, troverete tante piccole informazioni che faranno nascere in voi la voglia di catapultarvi in questo paesino senza età, dove storia e magia si fondono in un rilassante senso di tranquillità.

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Clandestino

«È un clandestino emarginato» I giudici fanno lo sconto all’omicida.

Un omicidio brutale, ma senza aggravanti. Non un cranio sfondato, né la vittima legata mani e piedi, non il corpo su cui l’assassino ha infierito, e nemmeno il furto successivo al delitto. Sono altri i criteri, altre le regole in campo, se la mano che uccide è quella di un clandestino.
Valgono le attenuanti, vale «il suo stato di emarginazione sociale». Così stabilisce la Cassazione, che conferma una sentenza della corte d’appello di Milano. Non 30 anni di reclusione - come deciso in primo grado -, ma 17 anni e 4 mesi. Perché Marion Neagu, il romeno 25enne che nel 2003 aveva ucciso un imprenditore lombardo, viveva in uno stato «di arretratezza culturale conseguente al suo stato» di migrante.

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Domenica 28 Gennaio 2007

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Giovedì 11 gennaio il Consiglio Comunale di Venegono Superiore ha revocato la convenzione con Agesp per la gestione delle acque sul proprio territorio. Fin qui una buona notizia, sancita con l’approvazione all’unanimità.
Fa riflettere invece il modo in cui si è giunti alla tanto attesa svolta: solo un cavillo tecnico ha permesso di annullare la cessione dei servizi idrici venegonesi alla società di Busto Arsizio. Infatti, la motivazione ufficiale addotta dal Sindaco e confermata con dovizia di dettagli tecnici dal Segretario Comunale, è che il servizio sarebbe partito in data antecedente alla stipula della convenzione: il verificarsi di questa circostanza avrebbe dunque permesso di recedere dalla convenzione.
Già da questo emerge la scarsa credibilità dell’attuale maggioranza: come ci si può fidare di un’amministrazione comunale tanto distratta da firmare l’affidamento di un qualunque servizio a decorrere da una data già passata?

Ma l’irregolarità formale in realtà è stata sfruttata ad arte dalla giunta Ciantia per uscire da una situazione a dir poco imbarazzante: nel Consiglio Comunale era infatti prevista la discussione di una mozione nella quale le tre liste di opposizione, Lega Nord per Venegono, Polo per Venegono e Venegono democratica, chiedevano in modo unitario l’annullamento della convenzione stessa. Il testo in esame avrebbe certamente trovato appoggio anche in una parte della maggioranza, facendo emergere le ormai evidenti divisioni all’interno dell’amministrazione.
Il Sindaco ha avuto così la possibilità di evitare il confronto: venendo meno l’oggetto della mozione, in quanto la convenzione è stata annullata nella stessa seduta del Consiglio, la discussione del testo è decaduta dall’ordine del giorno.

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