Giovedì 14 Dicembre 2006
Simbolo delle tradizioni del nostro popolo, immagine dell’evento chiave della storia dell’umanità che affonda le proprie radici nel tessuto cristiano, icona della bellezza, della nobiltà e della povertà contadina verso cui tutti dobbiamo essere debitori: ecco cos’è il Presepio.
Per i perbenisti, quelli che si richiamano ai veri valori di tolleranza, per quegli strafottenti filosofi oratoriali che si riempiono la bocca di multiculturalismo, per quei laici troppo radical e troppo chic per sentire l’odore vivo del muschio, il presepio non è altro che un irritante ed insopportabile simbolo di divisione fra culture.
Che fare per loro? Ovvio… eliminarlo.
Eliminiamo il Crocifisso: se d’oltraggio ai “migranti estremisti” (mah!). Perchè non toglierlo e poi spiegare che i martiri sono morti (a questo punto inutilmente) per difenderlo?
Eliminamo il Presepio: se l’immagine di un gruppo di pastorelli e contadini e di un bambino (non uno qualsiasi… il Figlio di Dio) scaldato da un bue e da un asinello in una capanna dà fastidio alla cornea di qualche imam, perchè non sostituirlo con una margherita?
Eliminiamo, cronaca recente (di questi giorni), anche “Astro del ciel”. Nell’esaltazione masochistica del “politically correct”, non esiste purtoppo stella che possa illuminare il nulla delle loro menti petulanti.
Come Padano sento il dovere e voglio difendere questo emblema della mia Terra, della mia Storia e delle mie Tradizioni.
Come Giovane, invece, avrò sempre nel cuore e nella mente il ricordo delle sere calde d’inverno passate con tutta la famiglia a plasmare un presepe tutto mio, sognando il giorno di Natale.
Difendiamolo. Proteggiamo il simbolo vero del Natale e della nostra storia.
Io lancio una provocazione. Prendete l’immagine qui sopra, fatene fotocopie, ritagliatela (colorate, se volete) e mettetela in tutti i luoghi che frequentate. Specialmente laddove la demenza iconoclasta del multiculturalismo militante ha vigliaccamente censurato il simbolo del Natale.
Piccoli gesti per salvare un grande dono. Davvero.
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Mercoledì 13 Dicembre 2006
La Grande Coalizione che Berlusconi propone è una delle questioni che sarà al centro del prossimo Congresso Federale della Lega Nord. Si deve decidere se aderire o no a questo fantasmino che da qualche giorno compare e scompare dai media.
Non si sa ancora da che parte stare, ma sia che si intraprenda una o l’altra strada, i pilastri che hanno caratterizzato il movimento fino a questo momento dovranno perlomeno essere ristrutturati. Nell’attesa, è necessaria una riflessione. Questo articolo può essere un’idea per chi voglia cominciare…
Gianluigi Paragone
Direttore de “La Padania”
La Grande Coalizione è un po’ come l’influenza: capita una volta all’anno. C’è anche chi se la becca due volte. Poi c’è chi si fa il vaccino e resta immune dai tentativi di contagio: è il caso della Lega. Ieri, l’ha ritirata fuori Berlusconi. “Prima si butta giù Prodi e poi ne possiamo riparlare”, avrebbe detto.
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Sabato 9 Dicembre 2006
Elenchiamo in questo post nomi e cognomi dei parlamentari che hanno votato favorevolmente al provvedimento di indulto, divisi per ramo del parlamento e gruppo di appartenenza.
La legge, approvata in via definitiva dal Senato il 29 Luglio 2006, ha prematuramente liberato - ad oggi - più di 29 mila detenuti.
Non crediate di trovare alcun componente della Lega Nord Padania in queste liste perché, sia alla Camera che al Senato, il Movimento è stato l’unico schieramento politico a votare compatto NO al vergognoso testo svuota-carceri. Ancora una volta la Lega ha dimostrato di stare dalla parte di Abele, con le parole e con i fatti, dentro e fuori il palazzo…
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Giovedì 7 Dicembre 2006
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Domenica 3 Dicembre 2006
Indovina chi scappa col malloppo?
Contrariamente a quanto il governo sostiene per giustificare l’ira fiscale contro il Nord, i grandi evasori sono concentrati nelle regioni che continuano a ricevere sussidi e premi. Scusate, è questo il Federalismo fiscale di sinistra?
| Regione |
Ammontare medio evasione pro-capite |
| Calabria |
1.500 € |
| Sicilia |
1.191 € |
| Valle d’Aosta |
1.095 € |
| Campania |
1.090 € |
| Puglia |
1.036 € |
| Molise |
1.033 € |
| Basilicata |
1.004 € |
| … |
… |
| Toscana |
691 € |
| Emilia-Romagna |
651 € |
| Veneto |
619 € |
| Lombardia |
533 € |
| Fonte: studio CGIA di Mestre |
È un tema sempreverde. E sempreverde potrebbe essere la sua soluzione: controllare. Ma verificare significa svelare, rompere senza indugi le complicità, far sì che il controllato non sia più amico del controllore, suo magari coinquilino. Sarà forse per questo che il sommerso, l’evasione, più si radicano e più è difficile sradicarli. La stima delle imposte evase cresce mano a mano che questo connubio di non belligeranza tra stato ed evasore si consolida nel tempo. Stando alle preoccupazioni dei ministri e viceministri economici del governo Prodi, come abbiamo già avuto occasione di scrivere, la prima cosa da fare è mobilitare il personale dell’amministrazione finanziaria dal Sud al Nord per contrastare i furbetti del fisco.
Perché è lì, credono o voglionon far credere, che c’è la tana dell’evasore: l’artigiano del Nord, il piccolo imprenditore, il padroncino, “il padrone”. E siccome il Pil è generato al Nord, va da sè che chi svicola le tasse sta solo e sempre in Padania. Per fare giustizia alla classe operaia, anche questa ben concentrata al Nord, bisognerà mandare un esercito di controllori a stanare le volpi.
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