Domenica 22 Ottobre 2006

cippolo

Il passo fra integrazione e disintegrazione (delle nostre radici) è breve come la piccola particella privativa che distingue i due sostantivi.
Accogliere un ospite presuppone il rispetto reciproco, il ricoscimento del fatto compiuto che la casa è di proprietà di chi vi abita ed è opportuno sottostare alle sue leggi. L’apertura all’altro è cosa buona che non può prescindere però dalla necessità che l’altro si disponga a confrontarsi e ad aprirsi a sua volta (dicesi reciprocità).
Queste sono più o meno alcune delle basi su cui dovrebbe fondarsi uno stato libero laico.
L’essere cristiano (in particolar modo con una vocazione, come i frati) aggiunge e perfeziona il concetto di reciprocità ponendo come base solida di confronto UNA sola verità (la parola di Cristo) per la quale ci si deve prodigare perchè venga insegnata e diffusa (Cristo disse: «andate e predicate la MIA novella in tutto il mondo»): in una parola, evangelizzare.
Al contrario, in nome del multiculturalismo militante, si confonde la molteplicità di culture con la molteplicità di verità (che devono essere considerate dal buon cristiano, alla luce del Vangelo, come falsità e bestemmie) lasciando e, molte volte, favorendo la loro diffusione.

Discorsi da persona di buon senso che non appartengono - a quanto pare - ai frati cappuccini di Genova. Oltre che della politica estera (le marce per la pace, per carità, si fanno solo con certi governi), e dell’istruzione (perchè, nelle aule, non affiancare al Crocifisso il corano?) vogliono appropriarsi dell’edilizia: e lo fanno con tutto l’irritante falso buonismo che li contraddistigue.
Per farla molto breve: si sono attivati per la costruzione di una moschea vicino Genova, offrendo la terra e la disponibilità finanziaria per l’erezione della struttura (ironia della sorte, quelli che predicano la poverta`materiale come stile di vita si mettono a trafficare in possedimenti terrieri e terreni).

Se lo facciano per interessi personali o per illuminarsi agli occhi del Signore non sappiamo: vogliamo però rendere note, sottolineandole, le parole pronunciate da Franceso D’Assisi (a cui dovrebbero ispirarsi alcuni francescani ed al quale, ormai, sembra quasi vogliano sostituire Franceso Caruso): “mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te. E, con questo, Gesù ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o fosse per caso a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dall’amore del nostro Dio.

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Se continua così, almeno all’ultima domanda c’è una possibile risposta: verso il nostro totale annichilimento.

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Sabato 21 Ottobre 2006

Anticentralismo Militante!

Giovedì 19 Ottobre 2006

b_ cool_at_school

Domenica 15 Ottobre 2006

toilet

Confesso che ammiro i Sud Tirolesi.
In ogni occasione sono capaci di gridare la propria posizione, la propria identità, ben lontana da quella tricoloruta affibbiatagli da una roma troppo lontana per capirli.
Su mezzo milione di abitanti, i due terzi, di madrelingua tedesca, non vedono l’ora di mollare lo stato italiano per annettersi finalmente alla nazione Austriaca. Come li capisco…
L’italia, ostinatamente, risponde loro che non possono, non finchè tutti i sessantacinque milioni di abitanti, più di metà dei quali peninsulari, non sono d’accordo.
Volessero gentilmente aspettare, ma non gratis. Questo stato di pulcinella, pur di non mollare, ha concesso al Sud Tirolo una larghissima Autonomia: basti pensare al potere legislativo della provincia autonoma di Bolzano, oppure al fatto che le tasse rimangono per il 90% nella Regione.
Una volta assaporata l’Autonomia non si torna più indietro.
Intere vallate hanno già cambiato il nome a moltissime vie, cancellando riferimenti italiani. Non hanno esitato ad apporre su ogni insegna o volantino o prodotto tipico la bandiera Regionale.
Un gran numero di comuni ha chiesto la tutela della nuova Costituzione Austriaca.
Succede spesso, quindi, che la gente in quei luoghi dimostri il distacco dai colli romani.
Questa volta è toccato all’inno di Mameli. La lirica dell’opera è dolcemente accompagnata dal rumore di uno sciacquone del wc.
La rivisitazione dell’opera è tranquillamente ascoltabile nel cuore di Bolzano, al «Museion» di arte moderna.

Riporto sotto parte dell’articolo apparso su Il Giornale del 12 Ottobre.
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Mercoledì 11 Ottobre 2006


La vignetta è un mio libero adattamento dell’originale, apparso il 20 Luglio 2005 su coxandforkum.com

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