
Massimo Fini
Il denaro «Sterco del demonio»
Questo leggibilissimo saggio di Massimo Fini rispecchia in modo inequivocabile l’affinamento del suo pensiero nella prospettiva di una radicale critica alla modernità.
Partendo da un’accurata ricostruzione storica, sociale e culturale del concetto e dell’uso del denaro, ne attacca l’idea stessa in quanto puro segno, convenzione di una promessa, illusione sul futuro a cui si è pregiudicato il mondo reale e la vita dell’uomo. E come tale, si è trasformato da puro mezzo ad inevitabile fine: crediamo di poterlo controllare invece ci manipola, di farlo muovere invece ci muove, di possederlo mentre ci stritola.
Il denaro è sterco perchè duttile, perchè, prestandosi a qualsiasi finalità (al contrario dell’oggetto concreto che, caratterizzandosi per quello che è, ha scopi limitati), riduce di fatto tutto a merce in una spirale infinita.
Pagando un debito con un bene in natura si chiude il cerchio. Se paghiamo con il denaro si chiude un credito che ne apre all’istante un altro.
L’attività finanziaria, potenziata dal modello di sviluppo dei paesi occidentali, non è altro che un moltiplicatore illimitato della circolarità all’infinito del denaro. Se il denaro è una promessa, una scommessa sul futuro, sarà logico, nell’insufficienza del mercato ad offrire beni reali (circola oggi, di fatto, più denaro che oggetti concreti), spostare la scommessa su se stesso: acquistare con la fiducia altra fiducia, comprare il nulla col nulla. È a questo punto che diviene necessario lasciarlo nelle mani dell’economia, portandolo al baratro.
Le speculazioni, i tracolli, la sincope globale ci fanno toccare con mano il cortocircuito innescato dall’idea stessa del denaro.
Un fantasma proiettato nello stupore ingenuo della vita reale. Un nulla.



