
Sono convinto che il vero risanamento di questo Paese passerà per un sentiero che si chiama autonomia, perché le vie dell’autonomia sono lastricate di libertà e responsabilità. Sono parimenti convinto che, in attesa dell’autonomia o dell’indipendenza, il risanamento possa anche passare – beninteso: a titolo palliativo – attraverso una seria politica di taglio degli sprechi, dell’assistenzialismo, della distribuzione “a pioggia” su suolo italiano della ricchezza prodotta nelle regioni padane. Ebbene, nella bozza di finanziaria di questo governo Prodi non c’è la minima traccia di tutto ciò.
Nessuna novità. Il palinsesto non cambia. Vanno in onda i soliti film già visti: “La banda del buco” (finanziario) e “Scuola di ladri” (di risorse padane). A pensarci bene però qualcosa di nuovo c’è. Trattasi di una nuova edizione di un film di Don Camillo… Una versione in cui Peppone attua un inedito “esproprio proletario” ai danni del curato. Ebbene sì: come ben descrive questo articolo di Affari Italiani del 5/10/2006, la finanziara del governo Prodi sembra proprio voler andare a “rubare” anche dalle cassette delle offerte. La componente ideologicamente anticlericale dei Capezzone e Bertinotti ha vinto su quella dei comunistelli da sagrestia nella coalizione di (centro?)sinistra. Rutelli non ha fatto una piega: nemmeno una smorfia di fastidio. Sarà che la poltrona di vice-premier ha fatto riemergere nel bel Francesco i ricordi della giovinezza che fu, quando era il delfino di Giacinto Pannella detto Marco, e i preti se li mangiava a colazione? Boh… Mi chiedo solo cosa dirà ora la minoranza assai chiassosa dei preti “militanti”: quelli dei girotondi e delle bandiere della pace esposte a governi alterni. Quelli che hanno trasformato certi oratori in un qualcosa che sta a metà tra un centro sociale e una “comune” hippy… Staranno a guardare il film oppure reagiranno in qualche modo? Don Camillo avrebbe iniziato a sparare a qualche deretano rosso… Certo: con pallini “piccoli piccoli, da passerottino” ;-). Ma forse queste cose appartengono ormai ad un altro mondo: un piccolo mondo antico…

