Lunedì 30 Ottobre 2006
Riporto su ETOL un bellissimo articolo apparso su Il Federalismo, il 41esimo numero, scritto da Gianni Sartori.
Sebbene appaia lungo e complesso vale prorpio la pena prendersi un quarto d’ora per leggerlo.
Il segreto catalano? Avere le palle
Come ha fatto questa regione a conquistarsi l’autonomia da Madrid? La storia di una battaglia verso la libertà legislativa e fiscale. Un esempio per Lombardia e Veneto
Nel territorio della Catalogna, come in quello della Galizia e del Paese Basco, si parla un’antica lingua e si conserva una cultura particolare. Ancora nel 1932 si era costituita in regione autonoma. Dopo il buio periodo franchista ha in parte ritrovato questa sua autonomia nel 1979, al momento della costituzione sul territorio dello stato spagnolo di 17 comunità autonome. Come previsto dallo statuto, la Generalitat (governo catalano) ha potuto dotarsi di una polizia autonoma e disporre di competenze in materia di istruzione, sanità, territorio, sicurezza sociale, lingua e cultura.
Dal novembre del 2003 è governata da una coalizione di sinistra (socialisti, nazionalisti di sinistra dell’Erc, verdi). Il 90% dei dipartimenti catalani ha approvato nel settembre 2005 il testo di un nuovo statuto che conferisce alla Catalogna il carattere di ”nazione”.
Appare evidente che il nuovo statuto è maggiormente in sintonia con il diritto all’autodeterminazione dei popoli rispetto a quello in vigore. Naturalmente non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte del PP. Un generale spagnolo, José Mena Aguado, ha esplicitamente evocato un possibile intervento dell’esercito contro lo “smembramento” della Spagna.
Ma il cammino di questa “nazione senza stato” verso l’indipendenza parte da molto lontano.
La Catalogna, terra di antica ed elevata cultura, è universalmente nota come la patria di Ramon Llull, di Gaudì, di Picasso, di Dalì, di Mirò.
Continua »
Inserito da Algiz in Politica, Informazione | Comments Off
In Scozia erigono un monumento a William Wallace, in Irlanda dedicano vie e giornate al ricordo di Bobby Sands. Entrambi morti da eroi per la Libertà della propria Gente.
Erano convinti, fino al sacrificio di sé stessi, che il valore della Libertà fosse il centro dell’agire di ogni uomo, e che la Libertà del proprio Popolo fosse il fine per il quale morire.
E nel paese tricoloruto!? Cosa si fa nel paese di pulcinella!? Rifondazione propone di dedicare una sala del Senato a Carlo Giuliani. Ci ricordiamo chi era? Basta la foto sopra per capirlo.
I Giovani Padani non stanno a guardare, ma rispondono, per bocca dell’ On. Paolo Grimoldi, a questa assurda proposta.
Continua »
Inserito da Algiz in Politica, Informazione | Comments Off
Venerdì 27 Ottobre 2006
Inserito da ElDur in Politica, Satira, Propaganda | Comments Off
Lunedì 23 Ottobre 2006
Massimo Fini
Il denaro «Sterco del demonio»
Questo leggibilissimo saggio di Massimo Fini rispecchia in modo inequivocabile l’affinamento del suo pensiero nella prospettiva di una radicale critica alla modernità.
Partendo da un’accurata ricostruzione storica, sociale e culturale del concetto e dell’uso del denaro, ne attacca l’idea stessa in quanto puro segno, convenzione di una promessa, illusione sul futuro a cui si è pregiudicato il mondo reale e la vita dell’uomo. E come tale, si è trasformato da puro mezzo ad inevitabile fine: crediamo di poterlo controllare invece ci manipola, di farlo muovere invece ci muove, di possederlo mentre ci stritola.
Il denaro è sterco perchè duttile, perchè, prestandosi a qualsiasi finalità (al contrario dell’oggetto concreto che, caratterizzandosi per quello che è, ha scopi limitati), riduce di fatto tutto a merce in una spirale infinita.
Pagando un debito con un bene in natura si chiude il cerchio. Se paghiamo con il denaro si chiude un credito che ne apre all’istante un altro.
L’attività finanziaria, potenziata dal modello di sviluppo dei paesi occidentali, non è altro che un moltiplicatore illimitato della circolarità all’infinito del denaro. Se il denaro è una promessa, una scommessa sul futuro, sarà logico, nell’insufficienza del mercato ad offrire beni reali (circola oggi, di fatto, più denaro che oggetti concreti), spostare la scommessa su se stesso: acquistare con la fiducia altra fiducia, comprare il nulla col nulla. È a questo punto che diviene necessario lasciarlo nelle mani dell’economia, portandolo al baratro.
Le speculazioni, i tracolli, la sincope globale ci fanno toccare con mano il cortocircuito innescato dall’idea stessa del denaro.
Un fantasma proiettato nello stupore ingenuo della vita reale. Un nulla.
Inserito da Ingwaz in Libri | Comments Off
Domenica 22 Ottobre 2006
Anche quest’anno nei giorni 27, 28, 29 Ottobre in Piazza del Cannone - Castello Sforzesco - MILANO, si terrà la manifestazione del Capodanno Celtico - Samonios.
Il gruppo Tanaros parteciperà alla manifestazione, come lo scorso anno.
Nei tre giorni della manifestazione saranno presenti:
È un avvenimento unico: da non perdere!
Programma delle serate
Inserito da Algiz in Iniziative | Comments Off