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Anno 2006: nel Paese di Pulcinella, Prodi e la sua banda di comunisti da sagrestia discutono scelleratamente sullo smantellamento della legge Bossi in materia di immigrazione e su come regalare la cittadinanza agli stranieri, con la stessa velocità con la quale si consegue un diplomino di quinta elementare. Anno 2006: nella Confederazione Elvetica, territorio a noi ben più vicino e caro di quanto non sia l’Italia, il popolo sovrano si esprime in maniera diametralmente opposta, dando il proprio assenso a due leggi che vogliono tutelare i diritti degli svizzeri e degli immigrati coniugando solidarietà e responsabilità. |
Un referendum popolare, tenutosi domenica 25 settembre, ha infatti confermato a schiacciante maggioranza una legge che rinnova le normative circa l’immigrazione da paesi extra-UE. La nuova norma elvetica (come già da noi la legge Bossi) rende inscindibile il binomio immigrazione-lavoro, introduce la possibilità di contingentamenti, pone a precondizione del rilascio del permesso di soggiorno segnali concreti da parte dell’immigrato che dimostrino la propria volontà di integrarsi. Inoltre, essa introduce misure coercitive per gli stranieri inadempienti di fronte ad un’ingiunzione di espulsione. La seconda legge confermata, invece, rende più aspre le condizioni per l’ottenimento del diritto di asilo per combattere gli abusi nel settore.
Per approfondimenti:
- Su cosa si è espressa la sovranità popolare
- Risultati della consultazione
- [Lega dei Ticinesi] Solo la lega dalla parte della gente
- Nessuna sorpresa nel voto sugli stranieri
Riporto qui un articolo proveniente dal sito swissinfo.ch, comprensivo di lagnanze ONU (per intendersi: gli “eroi” della solidarietà pelosa che spendono più di metà delle proprie risorse per auto-mantenere un apparato elefantiaco macchiato da prebende, vizi ed inefficienze).
Un sì massiccio al giro di vite su stranieri e asilo
Il 68% degli svizzeri ha accettato la nuova legge sugli stranieri e la revisione della legge sull’asilo. Bocciata invece da popolo (58%) e cantoni l’iniziativa COSA.
Gli svizzeri si sono pronunciati in maniera piuttosto uniforme sui tre oggetti, pur se i romandi hanno dimostrato meno entusiasmo rispetto al resto del paese. La Svizzera ha dunque votato. E lo ha fatto in maniera più chiara del previsto. Il 68% rispettivamente 67.8% dei cittadini e tutti i cantoni hanno accettato le nuove norme sugli stranieri e sull’asilo. I tassi di accettazione variano comunque in maniera piuttosto sostanziale: dal 75-80% dei cantoni della Svizzera centrale e orientale al 51-52% di cantoni romandi quali Ginevra, Giura e Neuchâtel. Con il 66% il Ticino si avvicina al risultato medio nazionale.
Da parte sua l’iniziativa COSA, che proponeva di destinare gran parte degli utili della Banca nazionale al finanziamento dell’Assicurazione vecchiaia e superstiti, è stata bocciata sia dal popolo (58.3%) che dai cantoni.
La proposta è stata approvata soltanto da tre cantoni frontalieri: Ginevra, Basilea-Città e Ticino. Questa iniziativa diventa così la 146esima della storia a non superare l’ostacolo delle votazioni federali. Sulle 161 sottoposte al popolo dal 1891, data dell’introduzione di questo diritto, soltanto 15 sono state approvate.
Lo scrutinio, che riguardava temi molto sensibili quali l’immigrazione ed il finanziamento delle assicurazioni sociali, ha mobilitato buona parte dei cittadini. Il tasso di partecipazione ha raggiunto il 48.2%, una buona percentuale per una votazione federale.
Consiglio federale soddisfatto
Domenica sera, Cristoph Blocher e Hans-Rudolf Merz, rispettivamente ministro di giustizia e polizia e ministro delle finanze, hanno espresso la soddisfazione del governo.
Blocher ha dichiarato che la netta approvazione dei due temi di sua competenza “non è una vittoria personale, ma un momento importante, che porta chiarezza”. Secondo Blocher, le nuove leggi sugli stranieri e sull’asilo permetteranno alla Svizzera di condurre una politica migratoria “responsabile”.
Commentando il rifiuto di COSA, Hans-Rudolf Merz si è detto sollevato, poiché l’iniziativa avrebbe provocato nuovi problemi e non avrebbe risolto quelli dell’AVS. Merz ha sottolineato che, grazie alla decisione del popolo, non sarà costretto a lanciare un nuovo programma d’economie. Un sì a COSA si sarebbe tradotto in centinaia di milioni di franchi di minori entrate per le casse federali.
Sconfitta totale dei socialisti
Il partito socialista (PS) è stato sconfessato su tutta la linea. Era infatti l’unico partito di governo a combattere l’inasprimento delle leggi sugli stranieri e sull’asilo e a sostenere l’iniziativa COSA.
“Riconosciamo la sconfitta”, ha dichiarato la capogruppo PS alle Camere federali Ursula Wyss. “Ci aspettiamo ora che i partiti borghesi ed il Consiglio federale rispettino le molteplici promesse sull’applicazione dei testi sugli stranieri e sull’asilo”. Il governo ha in particolare assicurato che la legge sull’asilo sarà applicata con “umanità”. “Alle parole dovranno seguire i fatti”, ha detto la Wyss.
Giubilo borghese
“Sono positivamente sorpreso dall’ampiezza del consenso popolare sugli oggetti riguardante gli stranieri e l’asilo”, ha dichiarato invece il presidente dell’Unione democratica di centro Ueli Maurer.
Il Partito popolare democratico prende atto con soddisfazione del rifiuto massiccio dell’iniziativa COSA e ritiene che l’accettazione delle leggi sugli stranieri e sull’asilo permetterà di preservare la tradizione umanitaria elvetica.
Il Partito liberale radicale si rallegra del fatto che il popolo abbia seguito le sue raccomandazioni, ha dichiarato il suo presidente Fulvio Pelli. Secondo il consigliere nazionale ticinese, la Svizzera dispone ora di una nuova politica migratoria che punta su qualifiche e integrazione e che prepara il futuro del paese.
Preoccupazione
L’Alto commissariato per i rifugiati dell’ONU (HCR) si è invece detto preoccupato e deluso. “Proprio mentre le domande d’asilo sono al livello minimo degli ultimi 20 anni, la Svizzera si dota di una delle legislazioni più severe d’Europa. Altri paesi potrebbero imitarla”, ha dichiarato il portavoce dell’HCR.
Da parte sua Amnesty International (AI) annuncia che sorveglierà con attenzione l’applicazione delle leggi. Secondo AI si tratta di una “domenica nera per il diritto d’asilo in Svizzera”.




