![]() |
Riporto un articolo apparso oggi su il Riformista: l’irrinunciabile orpello cartaceo-ascellare del progressista radical-chic da salotto buono. Nell’articolo la componente padana dell’Unione si lagna delle manovre economico-finanziarie annunciate dal governo Prodi. Oggetto della lagnanza: l’ennesima rapina ai danni dei contribuenti padani che creerebbe terra bruciata, dal punto di vista elettorale, a lorsignori… Poveri malcapitati ai quali l’avverso, crudele fato ha imposto di operare in regioni decisamente e fieramente avverse al comunismo e a tutti i suoi sottoprodotti (di scarto…)! Quelle stesse regioni - guardacaso - che da anni vengono pauperizzate dal palazzo romano per il mantenimento dello status-quo triculurito. |
| Ed allora eccoli, i patetici, mentre si affannano a dire qualcosa di leghista, dopo aver stigmatizzato per anni come “barbariche idiozie” le rimostranze della Lega Nord. Semplicemente esilarante… A tratti sembra di leggere la Padania. Oh, certo, con qualche radical chiccheria in più… Mpffffff | |
L’Itagghia è piccola sotto infiniti aspetti. Ogni informazione presente su questo blog è una piccola tessera di un puzzle (praticamente infinito) che vuol tratteggiare l’inefficienza e l’inconsistenza del Bel (si fa per dire…) Paese.
Ecco un altro pezzettino che s’incastra perfettamente.
Quanti di noi possono dire di aver avuto la necessità di far uso del (dis)servizio pubblico? E quanti possono dire con certezza di aver desiderato, nell’avere a che fare con l’impiegato, di madar tutto a farsi fottere? Stessa risposta: tutti.
Ogni ufficio (dalle poste, alla scuola, al comune) ha le sue beghe e per ogni servizio è possibile compilare lunghissime liste di cause da cui derivano. Esiste però un problema diffuso, incancrenito nell’amministrazione pubblica, fastidioso perchè la soluzione si dovrebbe concretizzare in una punizione esemplare (il licenziamento in tronco): lo scarso rendimento, detto anche fancazzismo.
Perchè non li licenziano se non fanno un benedetto ca..o? E’ possibile licenziarli? E’ mai successo?
Le risposte sono di Ichino.
![]() |
Anno 2006: nel Paese di Pulcinella, Prodi e la sua banda di comunisti da sagrestia discutono scelleratamente sullo smantellamento della legge Bossi in materia di immigrazione e su come regalare la cittadinanza agli stranieri, con la stessa velocità con la quale si consegue un diplomino di quinta elementare. Anno 2006: nella Confederazione Elvetica, territorio a noi ben più vicino e caro di quanto non sia l’Italia, il popolo sovrano si esprime in maniera diametralmente opposta, dando il proprio assenso a due leggi che vogliono tutelare i diritti degli svizzeri e degli immigrati coniugando solidarietà e responsabilità. |

Se l’integrazione apre la porta all’integralismo
Rino Camilleri
Il disegno di legge che intende dimezzare i tempi perché gli immigrati possano ottenere la cittadinanza si fonda su un equivoco culturale che perdura ed è foriero dei peggiori guai, come l’esempio francese insegna. L’equivoco consiste nel pensare, e comportarsi di conseguenza, che «multietnico» e «multiculturale» siano due aggettivi che indicano in fondo la stessa cosa.
Come in quegli States, insomma, la cui way of life i nostri sinistroidi ammirano e invidiano anche se odiano di tutto cuore le presidenze repubblicane.






