Giovedì 31 Agosto 2006
Incredibile sentenza della Cassazione: da oggi definire politica una decisione dei giudici è reato.
Ecco l’articolo scritto da Igor Iezzi su La Padania di Giovedì 31 Agosto.
Vietato criticare la magistratura, addio alla libertà di pensiero
Vietato criticare la magistratura. La libertà di pensiero fa un ulteriore passo indietro in Italia, Paese che non ha mai brillato per la difesa dei diritti dei cittadini. Così la Corte di Cassazione ha stabilito che accusare i magistrati di emettere sentenze politiche è reato. Toghe che difendono toghe, quindi. Tutto normale, come al solito.
Con un verdetto depositato ieri, la sezione feriale penale della Suprema Corte sottolinea come accuse di questo tipo ai magistrati esulano dal «diritto di critica» in quanto «una siffatta espressione, evocando l’intento di favorire una determinata forza politica a scapito di un’altra, assume portata offensiva, risolvendosi in un attacco alla sfera morale della persona». In particolare la Suprema Corte ha imposto lo stop agli attacchi nei confronti della magistratura occupandosi di un ricorso presentato da Vittorio Sgarbi che nell’agosto del ’98 in un’intervista ad un quotidiano nazionale aveva accusato i magistrati della Procura di Palermo guidati da Giancarlo Caselli. Era scattata la condanna in primo grado nei confronti del parlamentare per il reato di diffamazione aggravata ad un mese di reclusione, convertito in 1.000 euro di multa da parte del Tribunale di Monza.
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Mercoledì 30 Agosto 2006
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Ed Moloney
La storia segreta dell’IRA
Grazie allo straordinario lavoro di ricerca dell’autore e alla ricchissima documentazione esaminata e prodotta, “La storia segreta dell’IRA” colpisce e smonta tutte le nostre nozioni, le conoscenze e le opinioni sul processo di pace irlandese e, soprattutto, sulla storia inglese e irlandese del tardo secolo. Scritta dall’autorevole giornalista irlandese Ed Moloney, questa monumentale ricostruzione svela la drammatica vicenda delle trame e delle mortali rivalità tra i membri di uno dei più oscuri gruppi terroristici d’Europa.
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Martedì 29 Agosto 2006
Il discorso integrale pronunciato da Umberto Bossi a Cà San Marco
FINO ALLA NOSTRA LIBERTA’
“Oggi amici, si parla di libertà. È il vero alzabandiera del Nord. L’alzabandiera è una cosa seria vuol dire che si chiede la libertà.
Può essere totale, l’indipendenza, oppure può essere parziale, il federalismo. Dipende da quello che la storia propone e da ciò che siamo in grado di prendere. Varie scelte sono possibili e dipendono non solo da noi ma anche dalla controparte.
Oggi con la raccolta firme mandiamo un messaggio al Governo. Noi non siamo assolutamente d’accordo sulla sua intenzione di dare la cittadinanza agli extracomunitari, perché noi vorremmo tenerci casa nostra. Vogliamo essere padroni a casa nostra.
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Domenica 27 Agosto 2006
26/08/2006: solo in 2000 ad Assisi per gridare “Forza Onu”
Dove sono finiti i pacifisti? L’anno scorso in 250mila dicevano “no” a tutte le missioni militari
Assisi 2005: 250 mila persone; Assisi 2006: due mila anime e quattro gatti.
La crisi esistenziale del pacifismo italiano sta tutta qui, nel banale raffronto numerico tra i partecipanti alla Marcia dello scorso anno e quelli registrati al raduno di ieri. Le guerre non sono state improvvisamente debellate dal pianeta ed anzi l’Italia da martedì prossimo impegnerà i propri militari in un nuovo fronte caldo, il Libano, senza nel frattempo averli ritirati né dall’Afghanistan, né dall’Iraq né tantomeno dal Kosovo. E allora perché mai i profeti della non-violenza non protestano più? Semplicemente perchè al Governo non c’è più la “destra” guerrafondaia e perchè adesso finalmente a scegliere le guerre è la sinistra che, come noto, sa meglio discernere tra guerre giuste e guerre ingiuste. “Sfortunatamente”, però, non tutti nel variegato arcipelago del pacifismo hanno deciso di passare sottosilenzio il “compromesso morale” e così ieri, tra i 248 mila assenti ingiustificati, ce ne sono stati alcuni che invece hanno scelto di dare al loro “no” una dimensione ostentatamente polemica. Gino Strada, Padre Alex Zanotelli, Marco Ferrando, Don Vitaliano Della Sala avevano subito fiutato puzza di messinscena e si erano dissociati per tempo. Poi però nelle ultime ore anche i cosiddetti dissidenti di Rifondazione Comunista, Salvatore Cannavò, Gigi Malabarba e Franco Turigliatto hanno deciso di sfilarsi dal mazzo, denunciando a mezzo di comunicato stampa che la Marcia per la Pace in Medioriente stava assumendo “le caratteristiche di un’iniziativa a sostegno della missione militare in Libano”. Un sospetto clamorsamente confermato, poi, dall’inedito slogan pronunciato ieri ad Assisi: «Forza Onu!».
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