Venerdì 28 Luglio 2006

parco

Cosa rispondere ad un forestiero che vi domadasse di raccontargli il Parco Pineta di Tradate!?

Chi ne ha competenza lo descrive: “Una foresta di Pianura radicata nel territorio, viva e ricca di naturalità, di attività forestali agricole e sociali”.
Io invece lo ricordo come “un Bosco dove raccoglier castagne e funghi in Autunno; un Bosco dove passeggiare, correre a piedi o in bici; un luogo vivo che si lascia vivere, odorare, ascoltare; un luogo dove poter restare lontano dal casino giornaliero o dove riprendersi dalla monotonia di una giornatatroppoafosapermuoversi; il bosco degli scoiattoli, delle volpi e delle lepri; il bosco delle querce e dei pini; il bosco dei nonni, dei contadini e degli sfrosatori”.

Il Parco Pineta è oggi vivo più che mai, con 4800 Ettari di superficie, 3500 dei quali coperti da boschi.
E’ un cuore silvestre che fornisce ossigeno e legname, filtra l’acqua che alimenta la nostra falda, evita i danni che violenti acquazzoni potrebbero causare e dà riparo ad una moltitudine di specie animali differenti.
Dall’ ‘83 il Parco è stato istituito ‘Parco Naturale della Pineta di Appiano Gentile e di Tradate’.
Gestito dal Consorzio Parco Pineta, presieduto dal mitico Mario Clerici, il Parco trova nuovo slancio con giornate ad esso dedicato, pubblicazioni e periodici di informazione; nonchè un sito internet appena nato, dove presto si potranno trovare le informazioni più utili per goderselo al massimo.

…cià dài…fasèm anca cinc pass, tant l’è inscì bell…

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Giovannino Guareschi
Mondo Piccolo
Don Camillo e il suo gregge

“[…] L’ambiente di queste storie è la mia Terra: la Bassa parmense, la pianura emiliana in riva al Po. Qui la passione politica arriva spesso ad una intensità preoccupante: eppure questa gente è simpatica ed ospitale e generosa e ha uno spiccato senso dell’umorismo. Deve essere il sole, un sole maledetto che martella i cervelli durante tutta l’estate. Oppure deve essere la nebbia, una nebbia cupa che opprime i cervelli durante tutto l’inverno.
I tipi sono veri: e le storie sono tanto verosimili che, più d’una volta, un mese o due dopo aver inventato una storia, il fatto accadeva realmente e lo si leggeva sui giornali. […]
Io non ho nient’altro da dire su Mondo Piccolo: nessuno può pretendere da un povero galantuomo che egli, dopo aver scritto un libro, lo debba anche capire.”

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