Rumi: guai a snobbare il voto del Nord
Pubblichiamo questa intervista-documento apparsa su La Padania del 27 Maggio 1997 dopo il referendum sull’Indipendenza della Padania voluto dalla Lega Nord.
È un colloquio con l’indimenticato storico Giorgio Rumi, scomparso nella scorsa primavera.
La lettura del testo, nonostante il trascorrere degli anni, rievoca il clima di pregiudizio e di ostilità politica verso il cambiamento. Sembra quasi che, da allora, poco o nulla sia cambiato: la resistenza alle riforme e il glissare sulla questione settentrionale. C’è di che riflettere. Conoscere la storia aiuta a prevedere il futuro.
«Non importa se nei gazebo leghisti si è votato presentando come documento di identità la tessera ferroviaria o il bancomat. Guai a sgonfiare il fatto mediatico. Guai a prendere sottogamba quello che è successo domenica nel Nord. Anche se fossero solo cinquecentomila gli italiani che si sono recati alle urne, beh, credo che sia il segno di un malessere assai profondo di cui non c’è da ridere».





